Incompetenza digitale: in caso di emergenza, gli svizzeri mettono a rischio i soccorsi

Sondaggio rappresentativo di comparis.ch sull’uso del cellulare nei casi di emergenza


Il 95% degli adulti in Svizzera possiede uno smartphone. A causa della loro incompetenza digitale, tuttavia, in caso di emergenza mettono a rischio la vita loro e quella degli altri. Un sondaggio rappresentativo di comparis.ch mostra che due persone su tre non hanno idea di come effettuare automaticamente una chiamata di emergenza con il cellulare. Solo circa uno su cinque ha una cosiddetta «cartella clinica» installata sul cellulare. La percentuale che conosce i numeri di emergenza internazionali è del 40% circa. Neanche i nativi digitali sono veramente pronti per le emergenze.

Zurigo, 27 giugno 2019 – Gli svizzeri non sanno utilizzare adeguatamente le funzioni dei loro cellulari in caso di emergenza. In questo modo mettono a rischio il soccorso per sé stessi e per gli altri. Questo è quanto mostra un sondaggio rappresentativo del servizio di confronto online comparis.ch.

In Svizzera, il 95% degli adulti possiede uno smartphone*. Il numero di coloro che sanno come utilizzarlo in caso di emergenza è tuttavia molto ridotto. Il 68% degli intervistati non ha idea di come effettuare una chiamata di emergenza usando una combinazione di tasti fissa e preinstallata sul cellulare. Questa incompetenza è più accentuata nella Svizzera italiana (con il 75% di risposte negative) e nella regione alpina e prealpina (73%) rispetto alla Svizzera centro-orientale (68%). Nella Svizzera francese e centro-occidentale, la percentuale di persone in grado di utilizzare la chiamata d’emergenza automatica raggiunge comunque il 36%, vale a dire il dato più alto a livello nazionale.

«Questa incompetenza è irresponsabile e pericolosa. Quando si utilizzano i moderni smartphone non si dovrebbero conoscere solo funzioni come la fotocamera o le varie app, ma anche le possibilità in caso di emergenza», afferma l’esperto di tecnologia digitale di Comparis, Jean-Claude Frick. Soprattutto nei casi di emergenza, infatti, ogni minuto conta. «Chi sul luogo di un incidente, o magari quando è ferito lui stesso, deve prima cercare il numero di emergenza, perde tempo prezioso. Nel peggiore dei casi può persino mettere a rischio vite umane.»

Solo il 31% ha un’app salvavita

Un’alternativa alla chiamata di emergenza automatica sono le app salvavita, che permettono ai proprietari di uno smartphone non solo di allertare direttamente i servizi di soccorso, ma anche di essere localizzato. Con alcune di queste app è possibile avvisare al tempo stesso una persona di contatto memorizzata (cfr. tabella).

Secondo il sondaggio di Comparis, solo il 31% degli intervistati ha un’app di questo tipo installata sul proprio smartphone. Prevalgono qui nettamente gli uomini (37%) rispetto alle donne (25%). Si nota anche una forbice tra i redditi. Tra le persone appartenenti a un’economia domestica con reddito lordo superiore a 8’000 franchi, il 38% afferma di possedere un’app di questo tipo. Nelle famiglie con un reddito inferiore a 4’000 franchi, invece, la percentuale è solo del 25%.

Solo circa uno su cinque utilizza la cartella clinica preinstallata

Tra gli intervistati, solo il 22% ha compilato e attivato la cartella clinica preinstallata su vari cellulari. La generazione tra i 15 e i 25 anni di età è la più attiva in fatto di smartphone, ma anche in questo caso solo il 35% utilizza le funzioni di emergenza. Tra gli intervistati di età maggiore ai 45 anni, l’utilizzo di queste app scende ad appena il 16%.

In più, spesso la cartella clinica non viene impostata in modo ottimale. Il 63% degli utenti della cartella clinica dichiara che sul blocco schermo del proprio cellulare vengono visualizzati informazioni personali, dati medici o contatti per le emergenze. Un altro 18% non lo sa o non ha mai provato. Inoltre, un utente della cartella clinica su cinque non ha indicato nell’app alcun contatto da chiamare in caso di emergenza.

«Spesso il cellulare è il mezzo più veloce per ottenere informazioni importanti. È per questo che è assolutamente fondamentale utilizzare la cartella clinica», commenta Frick. A chi teme che in questo modo si possano rivelare dati sensibili a Google o Apple replica: «I dati memorizzati nella cartella clinica vengono codificati e salvati solo localmente sul dispositivo.»

Male informati e mal preparati

Per compensare in parte il mancato utilizzo delle impostazioni di emergenza preinstallate o di app salvavita basterebbe conoscere i numeri di emergenza. È per questo che Comparis ha messo alla prova le conoscenze degli intervistati in materia di numeri di emergenza. Ma anche in questo caso ci sono lacune. Appena il 61% dei partecipanti al sondaggio, infatti, afferma di conoscere i numeri di emergenza internazionali. In realtà, però, l’ignoranza è ancora più grande. Tra le persone che affermano di conoscere i numeri di emergenza, uno su cinque non ha riconosciuto il 112 come numero di emergenza europeo.

Ci sono carenze anche in fatto di misure volte a prevenire i problemi medici quando si è in viaggio. Solo il 30% degli intervistati ha memorizzato sul cellulare la hotline medica della propria assicurazione malattie (Medgate ecc.). E appena il 19% ha in rubrica la hotline della propria assicurazione viaggi. «Prima di partire per un viaggio bisogna però anche memorizzare sullo smartphone i contatti e i dati necessari per le emergenze», commenta l’esperto di Comparis.

Confronto di Comparis delle app salvavita

Il confronto di Comparis delle app salvavita mostra che sia Apple che Samsung e Huawei offrono cartelle cliniche preinstallate. Con tutti e tre i prodotti è possibile visualizzare i dati personali più importanti anche sul blocco schermo e chiamare servizi di soccorso e contatti di emergenza memorizzati senza sbloccare il cellulare. Per gli altri smartphone, o come aggiunta, su Google Play e sull’App Store è possibile scaricare app salvavita con altre funzionalità, tra cui in particolare la localizzazione automatica.

Metodologia

Il sondaggio rappresentativo è stato condotto a maggio 2019 dall’istituto di ricerche di mercato innofact, su incarico di comparis.ch, e ha coinvolto 1’041 persone in tutte le regioni della Svizzera.

* Studio di Comparis sugli smartphone: Nokia supera Sony – Apple sempre al primo posto

 

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