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Previdenza

Pensioni LPP a regime sovraobbligatorio: gli uomini non sposati sono svantaggiati

di Leo Hug

23.03.2021

Foto: iStock / Inside Creative House

Nella previdenza a regime sovraobbligatorio gli uomini non sposati perdono circa un quarto del reddito dal secondo pilastro. La colpa è della solidarietà obbligatoria tra uomini celibi e sposati.

Nel sistema di capitalizzazione delle casse pensioni ognuno provvede per se stesso. Nonostante ciò, ogni anno gli assicurati attivi vengono privati di circa 7 miliardi di franchi in contraddizione con il sistema, per poter mantenere le eccessive promesse pensionistiche. La fine di questa ridistribuzione, o meglio, di questo esproprio dei lavoratori non è in vista.

Solidarietà a scapito degli uomini non sposati

Una ridistribuzione come minimo di pari entità avviene anche nel secondo pilastro a causa della solidarietà obbligatori tra uomini sposati e celibi: gli uomini celibi che vanno in pensione hanno un’aspettativa di vita di circa 17 anni. Gli uomini sposati possono invece contare in media su altri 21 anni. Gli uomini celibi devono inoltre contribuire al finanziamento della rendita vedovile, anche se loro stessi non lasceranno mai una vedova con diritto alla pensione: da un lato perché le donne vivono in media 3 anni più degli uomini, dall’altro perché le mogli sono in media più giovani di 3 anni rispetto al loro partner. Di conseguenza per 6 anni la rendita vedovile deve essere finanziata dal 60% della pensione ordinaria. Convertendo tale quota in anni interi di pensione, per ogni nuovo pensionato di sesso maschile risulta un ulteriore importo di finanziamento di 3 anni.

Un quarto di pensione in meno a causa della solidarietà obbligatoria unilaterale

Senza la solidarietà obbligatoria, per gli uomini non sposati si potrebbe giustificare un’aliquota di conversione di oltre il 6,5%. Con tutti gli obblighi tale aliquota è in realtà leggermente inferiore al 5%. Nella conversione del proprio avere di vecchiaia, in una pensione gli uomini non sposati devono prevedere una perdita di quasi un quarto del credito maturato e ciò unicamente a causa della solidarietà obbligatoria unilaterale. Questo vale tuttavia solo per gli assicurati nel regime sovraobbligatorio per i quali la legge non prevede alcuna aliquota di conversione minima LPP.

Riscossione di capitale invece della pensione nel regime sovraobbligatorio LPP

In singoli casi le casse pensioni hanno reagito a questo problema, offrendo ai propri assicurati una maggiore aliquota di conversione se essi rinunciano alla protezione di superstiti. In mancanza di una tale offerta, per gli uomini assicurati a regime sovraobbligatorio, senza l’aspettativa di una rendita per superstiti e con esperienza nella gestione patrimoniale, è consigliabile la riscossione del capitale.

Nel regime obbligatorio LPP è più vantaggioso il ricevimento della pensione

La situazione è diversa per gli uomini non sposati con un reddito fino all’importo massimo del regime obbligatorio delle casse pensioni pari a 86’040 franchi: per il calcolo della pensione annua vale per loro attualmente l’aliquota di conversione minima del 6,8% prevista dalla legge. Ciò corrisponde a 6’800 franchi per 100’000 franchi di capitale di previdenza. In questo caso la riscossione della pensione è anche per gli uomini celibi la soluzione più vantaggiosa.

Per andare sul sicuro è meglio richiedere una consulenza

Le casse pensioni possono essere organizzate in modo molto differente le une dalle altre. Non è quindi sempre evidente riconoscere a prima vista in ogni singolo caso quali fondi di previdenza vengono assegnati al regime obbligatorio LPP e quali a quello sovraobbligatorio. Eventuali valutazioni errate in particolare riguardo alla questione «riscossione di capitale o pensione» possono portare a notevoli perdite non più compensabili. Vale dunque la pena richiedere una consulenza non vincolante a Optimatis, un servizio partner di Comparis.

Consulenza previdenziale non vincolante

Autore

Leo Hug

Esperto Tasse e contributi

media@comparis.ch

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