«I tassi di interesse negativi potrebbero far lievitare le ipoteche»

Il Barometro Ipoteche di comparis.ch per il quarto trimestre 2019


Dopo il crollo al di sotto della fatidica soglia dell’1%, i tassi di riferimento per le ipoteche di dieci anni sono di nuovo in leggero aumento. «È vero che i tassi di interesse negativi continuano a mettere sotto pressione i margini delle banche, potrebbero tuttavia anche portare un rincaro delle ipoteche», avverte Frédéric Papp, esperto di finanze presso Comparis.

Zurigo, 7 gennaio 2020 – Per anni il motore dell’economia è rimasto in funzione con tassi di interesse bassissimi. Ciò nonostante non riesce a prendere quota. La politica persistente dei tassi bassi spinge ai minimi storici anche i tassi di interesse ipotecari. Al culmine della crisi finanziaria nel settembre del 2008, per un’ipoteca di dieci anni le banche applicavano un tasso del 4%. Con l’1,09% di fine dicembre 2019, questo valore è quasi quattro volte inferiore.

Tuttavia: «I tassi di interesse negativi potrebbero anche avere l’effetto opposto in futuro e causare un rincaro delle ipoteche», avverte Frédéric Papp, esperto di finanze presso Comparis. Papp motiva la sua affermazione con il fatto che i tassi di interesse negativi potrebbero portare a cambiamenti del comportamento di fasce sempre più ampie della popolazione.

Investimenti, denaro contante e oro anziché soldi sul conto

I tassi di interesse negativi sui saldi dei conti correnti possono essere evitati mediante le consuete operazioni di scambio, ad esempio trasformando il denaro contante in investimenti in titoli. Chi non si fida dei titoli può optare per un’altra possibilità: conservare il denaro contante o l’oro in una cassetta di sicurezza in banca. Le spese per una cassetta di sicurezza, infatti, sono nettamente inferiori alla «penale» di un tasso di interesse negativo dello 0,75%.

«Quanto più a lungo durerà la fase dei tassi di interesse negativi, tanto maggiori saranno gli incentivi a sviluppare strategie meno convenzionali per aggirare i tassi punitivi. Alcuni esempi sono le criptovalute come Bitcoin e derivati», commenta Papp.

Una cosa è certa: se i risparmi diminuiscono, diminuisce anche il denaro disponibile per il rifinanziamento delle operazioni ipotecarie. «Se questo accade su larga scala, è prevista una carenza dell’offerta. E la risposta logica a una carenza sono prezzi più elevati e con questo tassi ipotecari più alti», osserva Papp.

Se ciò avverrà o meno dipende in larga misura dalla futura politica monetaria della Banca centrale europea (BCE) e della Banca nazionale svizzera (BNS). Papp ritiene che la politica monetaria della BCE si manterrà ancora estremamente allentata, rimandando la tanto attesa inversione dei tassi di interesse al futuro. «Il margine di manovra della BNS per un aumento dei tassi di interesse resta pertanto estremamente limitato», afferma l’esperto di Comparis.

Tassi ipotecari in leggero aumento

Nell’ultimo trimestre del 2019, il tasso di riferimento per le ipoteche a tasso fisso di dieci anni è salito all’1,10%, ovvero 11 punti base in più rispetto al minimo storico raggiunto ad agosto 2019. Il 31 dicembre 2019, con l’1,09% il tasso era leggermente superiore rispetto alla fine del terzo trimestre. Il costo delle ipoteche di due e cinque anni è quasi lo stesso che nello scorso trimestre.

«I tassi ipotecari rimarranno bassi per tutte le prossime scadenze anche nel 2020, con leggere oscillazioni al rialzo o al ribasso», prevede Papp.

Nonostante il basso livello dei tassi di interesse, il confronto dei vari offerenti mostra in parte notevoli differenze. Il range dei tassi di interesse pubblicati dagli istituti ipotecari per un’ipoteca a tasso fisso di dieci anni va da una percentuale massima dell’1,40% a un minimo dello 0,82%. Per un volume ipotecario di 500’000 franchi, il potenziale di risparmio equivale a 2’900 franchi all’anno. Lo dimostrano i dati del servizio partner di Comparis e mediatore ipotecario indipendente HypoPlus. Chi è abile a trattare o lascia che qualcuno lo faccia a suo nome, paga ancora meno.

Piccolo divario tra le ipoteche di cinque e dieci anni

Sorprendente sarebbe, secondo Papp, la persistente differenza minima dei tassi di interesse. Le ipoteche di dieci anni costano solo 16 punti base in più delle ipoteche di cinque anni e soli 22 punti in più di quelle di due anni. Il momento per assicurarsi tassi di interesse convenienti a lungo termine è pertanto favorevole.

 

T4

2019

T3

2019

T2 2019

T1 2019

T4 2018

T3 2018

Ipoteca a tasso fisso di 10 anni

1,09%

1,05%

1,10%

1,20%

1,46%

1,62%

Differenza tra un’ipoteca a tasso fisso di 5 e una di 10 anni (in punti base)

16

14

15

23

42

49

Ipoteca a tasso fisso di 5 anni

0,93%

0,91%

0,95%

0,97%

1,04%

1,13%

Differenza tra un’ipoteca a tasso fisso di 2 e una di 10 anni (in punti base)

22

18

22

28

51

66

Ipoteca a tasso fisso di 2 anni

0,87%

0,87%

0,88%

0,92%

0,95%

0,96%

Differenza tra un’ipoteca di 2 e di 5 anni (in punti base)

6

4

7

5

9

17


Base di dati

I dati dei tassi di interesse del Barometro Ipoteche di Comparis si basano sui tassi di interesse indicativi di oltre 50 istituti di credito che vengono aggiornati quotidianamente e pubblicati nella panoramica dei tassi. Dall’esperienza acquisita finora emerge che, nella maggior parte dei casi, i tassi di interesse delle singole offerte ipotecarie sono inferiori ai tassi di interesse indicativi ufficiali. Il prossimo Barometro Ipoteche sarà pubblicato a inizio aprile 2020. 

 

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