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Coronavirus in Svizzera: domande e risposte

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Foto: iStock.com / Kira-Yan

Il coronavirus è arrivato in Svizzera il 25 febbraio 2020. Qui rispondiamo alle principali domande che emergono durante questa situazione in continuo cambiamento.

Domande e risposte: cassa malati

Se si ha il coronavirus, bisogna per forza recarsi in ospedale o si può anche rimanere a casa in quarantena?

Chi presenta i tipici sintomi della malattia (COVID-19) come debolezza, febbre e tosse secca deve restare a casa e contattare il proprio medico curante oppure un centro di telemedicina. Se il sospetto caso di infezione da coronavirus (SARS-CoV-2) viene confermato, è necessario sottoporsi al test. In caso di positività al tampone, la persona infetta viene messa in isolamento secondo le direttive del servizio medico cantonale. Nelle persone generalmente sane, l’infezione non sviluppa nessun sintomo oppure solo sintomi molto lievi. In questo caso un isolamento in casa di dieci giorni è sufficiente. Anche la durata dell’autoquarantena è di 10 giorni, nel caso in cui si sia stati a stretto contatto con una persona infetta da coronavirus.

Chi si assume i costi se mi trovo in ospedale o in quarantena?

Tutte le misure mediche o prescritte da un medico sono coperte dalla cassa malati nell’ambito dell’assicurazione di base, tenendo conto della consueta partecipazione ai costi (franchigia, quota parte e supplemento per le cure ospedaliere).
Ora è possibile effettuare un test rapido anche in assenza di sintomi, ad esempio nelle case di cura o sul posto di lavoro. Tuttavia, chi si sottopone a un test rapido senza soddisfare i criteri dell’UFSP, deve assumersi lui stesso i costi. Le farmacie, gli ospedali, gli studi medici e i centri di test possono eseguire test rapidi, a condizione che soddisfino le raccomandazioni dell’UFSP.

Qual è la differenza tra quarantena e isolamento?

L’Ufficio federale della sanità pubblica fa la distinzione tra l’autoisolamento e l’autoquarantena. L’autoisolamento si applica quando una persona presenta sintomi che potrebbero far pensare ad un contagio da coronavirus (per esempio tosse secca e/o febbre). Per evitare che la persona interessata non trasmetta il virus ad altri (e finché lo stato generale di salute lo permette), questa persona deve rimanere a casa fino a 48 ore dopo la scomparsa dei sintomi, a condizione che dalla comparsa dei primi sintomi siano trascorsi almeno 10 giorni. Anche i contatti più stretti devono rimanere in casa in autoquarantena per 10 giorni.

La regola più importante è quella di evitare qualsiasi contatto con altre persone Ecco alcune delle direttive più importanti dell’UFSP:

Se si vive da soli

  • Farsi consegnare a casa da familiari, amici o da un servizio di consegna a domicilio cibo, medicinali e altri prodotti essenziali evitando i contatti (per esempio lasciando la consegna davanti alla porta di casa).

Se si vive con altre persone

  • La persona interessata deve sistemarsi in una stanza e tenere la porta chiusa. Anche la consumazione dei pasti deve avvenire nella stanza, evitando visite e contatti di ogni genere. Lasciare la camera solo se necessario.
  • Lavare o disinfettare regolarmente le mani.
  • La persona infetta non dovrebbe condividere per nessun motivo con altre persone oggetti come bicchieri, tazze, piatti, posate, asciugamani o lenzuola. Le stoviglie vanno regolarmente lavate nella lavastoviglie effettuando un ciclo di lavaggio intensivo.
  • Vestiti, lenzuola e asciugamani sono da lavare in lavatrice.

Dove devo trascorrere il periodo di quarantena e per quanto tempo?

Se una persona ha contratto il virus, devono mettersi in quarantena anche le persone di riferimento più strette, possibilmente tra le proprie mura domestiche. Ciò significa che la persona contagiata deve rimanere in casa per la durata raccomandata dal Consiglio federale senza uscire dalla propria abitazione. al fine di proteggere il resto della popolazione da un possibile contagio. Chi si trova in quarantena non può uscire nemmeno per fare la spesa. Spetta al comune prendersi cura della persona interessata.

Finora, dopo l’ultimo contatto stretto con una persona contagiata bisognava fare una quarantena di dieci giorni. D’ora in poi il periodo di quarantena potrà finire dopo sette giorni se la persona interessata risulta negativa al test per il coronavirus. In questo caso bisogna pagare il test di tasca propria.

Chi non rispetta le regole della quarantena, può essere citato in giudizio.

Chi si assume i costi del test per il coronavirus?

Il Consiglio federale si assume i costi sia dei tamponi per diagnosticare un'infezione da nuovo coronavirus che dei test sierologici per rilevare la presenza di anticorpi.

È possibile sottoporsi al test anche in assenza di sintomi, ad esempio nelle case di cura o sul posto di lavoro. La Confederazione si assume i costi dei test sulle persone senza sintomi a condizione che questi vengano effettuati nel quadro della strategia dei test di massa. Questa misura permette di proteggere in particolare i residenti delle case anziani. Inoltre, dato che in oltre la metà dei casi il coronavirus è trasmesso da persone senza sintomi, sarà possibile rilevare più casi.

Tuttavia, chi si sottopone a un test per il coronavirus senza soddisfare i criteri dell’UFSP, deve assumersi lui stesso i costi. Le farmacie, gli ospedali, gli studi medici e i centri di test possono eseguire test rapidi, a condizione che soddisfino le raccomandazioni dell’UFSP.

Quali tipi di test per il coronavirus esistono e come funzionano?

Ci sono diversi test che permettono di diagnosticare un’infezione da nuovo coronavirus. L’affidabilità e l’esattezza del risultato variano a seconda del tipo di test effettuato. Con un test PCR o un test antigenico è possibile diagnosticare un’infezione acuta da COVID-19. Il test sierologico indica invece se la persona è stata infettata in passato e ha sviluppato anticorpi specifici in risposta all’infezione.

Il test PCR viene eseguito su un campione prelevato con un tampone a livello naso/oro-faringeo. Di solito, il test PCR dello striscio nasofaringeo viene effettuato su un campione di muco prelevato da naso, bocca e faringe con un bastoncino cotonato. Una volta in laboratorio, dal tampone si procede alla ricerca dell’RNA virale attraverso il metodo di analisi real-time PCR (reazione a catena della polimerasi). Per determinare la presenza di materiale genetico del virus, si procede all’amplificazione dei geni virali tramite la PCR, fino a quando non si individua la concentrazione del virus. Il numero dei cicli di moltiplicazione PCR viene espresso con il valore Ct (cycle threshold). Più alto è il valore Ct, minore è la presenza di virus nel campione e quindi probabilmente anche la carica virale. Tuttavia, fattori esterni come la durata del trasporto del campione possono incidere sul valore Ct. Data la variazione del numero dei cicli, c’è un’alta la probabilità di ottenere risultati falso-negativi e falso-positivi. Il risultato del test PCR vale solo per il giorno in cui si è effettuato il campione: il giorno dopo l’esito potrebbe essere diverso. Un tampone negativo non è quindi una scusa per non rispettare più le misure di protezione.

Il test rapido, conosciuto anche come test antigenico, ricerca le proteine superficiali del coronavirus (SARS-CoV-2). La modalità di prelievo è sì uguale a quella del test PCR, con prelievo di muco naso-faringeo con bastoncino cotonato, ma permette di ottenere il risultato in circa 15-30 minuti (come il test di gravidanza). Il test rapido può essere effettuato in farmacia ed è meno caro del test molecolare (PCR). Il test rapido è indicato in assenza di sintomi. I test antigenici sono utili soprattutto negli ospedali e nelle case di cura: pazienti, residenti, personale e visitatori dovrebbero quindi sottoporsi al test.

I test sierologici, effettuati su una goccia di sangue o su un campione più ampio di sangue, permettono di scoprire in laboratorio se nelle ultime settimane o mesi si è entrati in contatto il coronavirus. Se viene evidenziata la presenza di anticorpi contro il virus SARS-CoV-2, significa che la persona è già stata esposta al virus, anche se non ha avuto sintomi oppure solo sintomi lievi. I test antigenici sono abbastanza affidabili, ma, proprio come gli altri test, forniscono anche risultati errati, soprattutto quando il numero dei casi totali è basso. Inoltre, la presenza di anticorpi non può essere considerato sinonimo di immunità. Non si esclude nemmeno la possibilità di contagiare altre persone.

Chi vuole essere sicuro dell’esito del test, dovrebbe sottoporsi a un secondo tampone.

Perché in Svizzera non si fanno più test?

Le autorità consigliano di farsi testare solo in presenza di sintomi. Molti Paesi stanno però già testando in modo preventivo determinati gruppi di popolazione, dato che molte persone risultate positive al test per il coronavirus non manifestavano alcun sintomo. È necessario identificare queste persone per interrompere la catena di infezione. A metà dicembre, nella Regione Bernina del Canton Grigioni sono stati eseguiti test di massa e test a tappeto. Questo ha permesso di individuare anche le persone asintomatiche e di portare entro fine anno il numero di casi vicino allo zero. Alcuni cantoni eseguono i test di massa nelle scuole dove vengono rilevati contagi.

Il Consiglio federale promuove lo svolgimento di test di massa nelle case per anziani o di cura, negli alberghi e sul posto di lavoro, e si assumerà i costi anche dei test su persone asintomatiche.

Cosa fare se ci si ammala dopo aver dato la mano a qualcuno?

Dal momento che le raccomandazioni comportamentali dell’UFSP non hanno carattere prescrittivo, nessuno può essere ritenuto responsabile di eventuali conseguenze. È quindi fondamentale e tutt’altro che scortese rinunciare a dare la mano a un’altra persona. Le altre raccomandazioni dell’UFSP sono altrettanto importanti, ovvero lavarsi o disinfettarsi regolarmente le mani come pure tenersi a una distanza minima di 1,5 metri dagli altri al di fuori della propria abitazione. Se non è possibile rispettare la distanza minima, si consiglia di indossare la mascherina.

Esiste un’assicurazione contro il coronavirus?

Le polizze assicurative di questo tipo vengono offerte soprattutto da ciarlatani e impostori. Le prestazioni mediche sono coperte dall’assicurazione malattia obbligatoria (assicurazione di base) detraendo la partecipazione ai costi (franchigia e quota parte). Di fronte a un’offerta assicurativa che prevede la presunta copertura contro le conseguenze del coronavirus, si consiglia di leggere attentamente le Condizioni generali di contratto (CGA). Infatti, al momento della stipulazione di una nuova polizza, i danni attuali sono generalmente esclusi.

Sono assicurato contro il coronavirus anche se non ho ancora ricevuto la polizza?

Di fronte a un’offerta assicurativa che prevede la presunta copertura contro le conseguenze del coronavirus, si consiglia di leggere attentamente le Condizioni generali di contratto (CGA). Infatti, al momento della stipulazione di una nuova polizza, i danni attuali sono generalmente esclusi. L’assicurazione malattia obbligatoria è l’unica assicurazione che copre, senza alcun termine di carenza, tutti i tipi di prestazioni mediche obbligatorie ai sensi della Legge federale sull’assicurazione malattie (LAMal).

Ero positivo al coronavirus e fortunatamente ho superato la malattia senza complicazioni. Devo comunque attenermi alle raccomandazioni del Consiglio federale?

Al momento è effettivamente lecito presumere che, per un determinato periodo, le persone guarite abbiano sviluppato una certa immunità, nonostante siano già anche stati segnalati singoli casi di persone che si sono nuovamente infettate. Nel frattempo si stanno diffondendo diverse varianti del coronavirus. Non è ancora chiaro in che misura questi anticorpi proteggano dalle nuove varianti. È dunque importante che anche tutte le persone guarite continuino a rispettare le regole, se non altro per evitare di dare l’impressione che queste non siano più applicabili.

Il medico o l’ospedale possono addebitare costi più elevati per il materiale protettivo dato che questo scarseggia durante la crisi del coronavirus ed è quindi diventato più caro?

La fatturazione di prestazioni secondo il sistema tariffale Tarmed è corretta. I costi per il materiale superiori ai tre franchi devono essere rimborsati dalla cassa malati, franchigia e quota parte del dieci per cento escluse, se l’importo della franchigia annuale è già stato raggiunto. Nel caso in cui le prestazioni effettuate in studi medici e ospedali venissero rimborsate tramite cifra forfettaria, non è consentito addebitare costi supplementari, indipendentemente da se siano dovuti al coronavirus o meno.

Devo assumermi io i costi del vaccino contro il coronavirus?

No. La cassa malati (assicurazione di base) si assume i costi della vaccinazione, una volta dedotte franchigia e quota parte. In base alla legge sulle epidemie, la Confederazione e i cantoni si fanno carico dei costi non assunti dall’assicurazione malattia. I vaccini vengono pagati tramite i nostri premi di cassa malati e le nostre imposte, a condizione che vengano somministrati dal personale medico nei centri di vaccinazione cantonale oppure negli studi medici o farmacie.
Qui si trovano ulteriori informazioni sul vaccino contro il coronavirus.

Nel 2020 ho contratto il coronavirus e da allora non mi sono ancora ripreso. Dove trovo aiuto? Le mie preoccupazioni finanziarie sono giustificate?

Purtroppo diversi pazienti Covid non guariscono del tutto da questa malattia, anche dopo mesi dalla negativizzazione. Molti continuano continuano a vivere con sintomi debilitanti. Questa sindrome viene chiamata Long Covid. Qui si trova una panoramica dei punti di contatto cantonali. La sindrome post-Covid è una sfida per la medicina e, come il colpo di frusta, mette alla prova l’assicurazione per l’invalidità e i tribunali. È importante avere uno scambio con i pazienti affetti da Long Covid, perché l’unione fa la forza.

Per quanto riguarda le preoccupazioni finanziarie, poi, occorre fare una distinzione: la cassa malati (assicurazione di base) si assume i costi perle cure mediche, se l’importo della franchigia e della quota parte è stato raggiunto. Chi non può più lavorare o può farlo solo a tempo parziale, è importante che chiarisca la propria situazione con l’assicurazione malattia, l’assicurazione di indennità giornaliera e quella per l’invalidità. Le prestazioni dell’assicurazione di indennità giornaliera non dovrebbero essere un problema. Se la sindrome post-Covid dura più di due anni, l’assicurazione per l’invalidità deve considerare una decisione di rendita. Proprio come per il colpo di frusta, l’esito della decisione potrebbe essere complicato.

Domande e risposte: viaggi ed eventi

A causa della diffusione del coronavirus desidero annullare un viaggio prenotato. È possibile?

Se si dispone di un’assicurazione costi di annullamento è possibile cancellare un viaggio senza dover fronteggiare conseguenze economiche. Questo a patto che l’assicurazione preveda il rimborso dell’annullamento per epidemia o pandemia. In ogni caso, per prima cosa bisogna chiedere un rimborso dei costi direttamente presso l’offerente (hotel, compagnia aerea). Qualora l’offerente non fosse in grado di rimborsare i costi, allora entra in gioco l’assicurazione costi di annullamento, che verificherà se il cliente ha diritto al rimborso o meno. Annullare il viaggio a causa di un timore o disagio personale è possibile, ma in questo caso bisogna farsi carico dei costi. Anche in questo caso, da parte delle assicurazioni costi di annullamento non è prevista alcuna copertura. 

A causa della pandemia il mio viaggio «tutto compreso» è stato annullato. Sarò rimborsato?

Generalmente gli operatori di viaggio hanno la possibilità di consegnare un voucher che permette di poter effettuare il viaggio in un momento successivo, di rimborsare le spese del viaggio o di rinviarlo. Se il viaggio che si effettuerà in un altro momento sarà più caro, non è necessario pagare nessun sovrapprezzo; se invece il viaggio risulta più conveniente, è l’organizzatore che deve pagare la differenza. Il cliente può scegliere se optare per il voucher o per il rimborso del viaggio. Vista l’attuale situazione possono tuttavia verificarsi ritardi e ai clienti è richiesto un certo grado di comprensione. Infatti, le compagnie aeree non rimborsano alle agenzie di viaggio il denaro per i voli annullati immediatamente.

Ho prenotato le mie vacanze su Internet e pagato il volo, l’hotel, il noleggio auto ecc. a parte. Sarò rimborsato?

Rispetto ai viaggi «tutto compreso», ottenere il rimborso per le prenotazioni di questo tipo è più complicato. È infatti necessario richiedere e verificare separatamente le condizioni di annullamento per ciascun operatore. Se ad esempio i biglietti aerei sono stati acquistati presso Swiss, a volte ci si può aspettare un rimborso. Questo dipende tuttavia dalle modalità di rimborso previste dal rispettivo operatore. Un biglietto per il quale non è previsto alcun rimborso non può essere annullato finché il volo non viene cancellato. Su questo link è disponibile il modulo di rimborso di Swiss. 

Di norma è comunque possibile cambiare volo senza costi aggiuntivi. Cliccando sul link seguente è si trovano maggiori informazioni sulle condizioni di cancellazione o sui cambi di prenotazione di Swiss.

Per quanto riguarda gli organizzatori di prenotazioni di hotel o le compagnie di noleggio auto, è anzitutto necessario chiarire se è previsto un rimborso totale o parziale, ma generalmente viene dimostrata un’ampia accondiscendenza. Per i titolari di assicurazioni costi di annullamento vale quanto segue: la persona assicurata deve sempre contattare per primo l’organizzatore e annullare il viaggio presso quest’ultimo, richiedendo una ricevuta dei costi di annullamento. L’assicuratore rimborsa la differenza, a condizione che si tratti di un evento assicurato. Alcuni assicuratori provvedono al rimborso anche se in base alle Condizioni generali di assicurazione (CGA) non sarebbero obbligati a farlo. 

Per timore ho provveduto ad annullare il mio viaggio già prima della crisi del coronavirus. Sono stato sfortunato oppure ora ho ancora diritto a un rimborso?

In questo caso le probabilità non sono molto favorevoli, poiché si applicano le condizioni di annullamento. Si consiglia di provare comunque a richiedere un rimborso, dal momento che alcuni organizzatori si stanno dimostrando più accondiscendenti del solito.

A cosa devo prestare attenzione se decido di organizzare o prenotare un viaggio adesso?

Il 15 giugno sono state riaperte le frontiere con tutti i paesi dell’UE e dell’AELS. Prima di mettersi in viaggio, è importante informarsi sulle direttive in vigore nel paese di destinazione. È consigliabile prenotare un viaggio «tutto compreso», dato che la protezione legale ai sensi della Legge federale concernente i viaggi «tutto compreso» offre maggiori garanzie. La prenotazione presso offerenti che prevedono la cancellazione gratuita fino a poco prima dell’inizio del viaggio rappresenta l’opzione più vantaggiosa.

Se non si dispone ancora di un’assicurazione costi di annullamento, si può optare per un’assicurazione viaggio (offerta dalla maggior parte delle agenzie e degli organizzatori) al momento della prenotazione. È importante però dare un’occhiata alle clausole scritte in piccolo e verificare che sia compresa la copertura in caso di epidemia o pandemia. Bisogna inoltro tenere conto che, se si decide di stipulare una nuova assicurazione, non sempre i rischi legati al coronavirus sono coperti. Comparis ha condotto una breve analisi sul tema.

Da giovedì 29 ottobre 2020 deve mettersi in quarantena chi rientra da un Paese in cui negli ultimi 14 giorni il numero dei nuovi contagi per 100’000 persone è superiore ad almeno il 60% di quella in Svizzera. Dato che in Svizzera l’incidenza di contagio è molto alta, molti paesi sono stati tolti dall’elenco delle regioni con obbligo di quarantena.

Chi entra in Svizzera in provenienza da uno Stato o una regione con rischio elevato di contagio deve presentare un test PCR negativo eseguito non più di 72 ore prima oppure mettersi in quarantena per dieci giorni. Il periodo di quarantena può essere concluso dopo sette giorni se si risulta negativi al test per il coronavirus.

Anche chi giunge in aereo da Paesi o regioni non considerati a rischio deve presentare un test PCR negativo prima dell’imbarco.

Prima di mettersi in viaggio, conviene dunque verificare se il paese di destinazione figura nell’elenco dell’UFSP. Per le regioni di frontiera e i frontalieri valgono regole particolari.

A seconda del paese di destinazione è necessario sottostare a un periodo quarantena oppure risultare negativi al test del coronavirus. La Germania ha aggiunto tutta la Svizzera alla sua lista rossa delle zone considerate a rischio. L’avviso di viaggio è stato emesso il 24 ottobre. Chi si reca in Germania e negli ultimi 14 giorni ha soggiornato in una zona a rischio deve dimostrare di essere negativo al test del coronavirus (che non deve risalire a più di 48 ore dall’arrivo in Germania) oppure mettersi in quarantena per 14 giorni. Chi non si attiene alle regole rischia una multa salata.

I Länder tedeschi come Baden-Württemberg hanno introdotto la cosiddetta regola delle 24 ore: chi proviene da una zona rischio ma non si ferma in Germania per più di 24 ore non deve dimostrare di essere negativo al test.

Il 21 dicembre 2020, il Consiglio federale ha adottato provvedimenti per prevenire per quanto possibile un’ulteriore diffusione della nuova e più contagiosa variante del coronavirus scoperta in Gran Bretagna e in Sudafrica. Tutte le persone in provenienza da questi due Paesi, entrate in Svizzera dopo il 14 dicembre 2020, devono mettersi in quarantena per dieci giorni. Nella sua seduta del 21 dicembre 2020 il Consiglio federale ha inoltre deciso di vietare l’entrata in Svizzera a tutti gli stranieri che provengono dalla Gran Bretagna e dal Sudafrica. Sono così esclusi in particolare i viaggi turistici da questi due Paesi.

Chi paga se rimango bloccato da qualche parte e non posso rientrare in Svizzera?

Sostanzialmente la responsabilità di organizzare il rientro spetta al singolo cittadino e con questo anche le spese aggiuntive di pernottamento e/o per il volo di ritorno. Nel caso di un viaggio «tutto compreso», le agenzie e gli organizzatori aiutano i loro clienti ad organizzare il viaggio di ritorno e in alcuni casi si assumono anche i costi per eventuali pernottamenti aggiuntivi. In altri casi è possibile che sia l’assicurazione costi di annullamento a coprire le spese fino al capitale assicurato. 

A cosa fare attenzione quando si entra in Svizzera?

Prima di entrare in Svizzera, ogni persona deve compilare il modulo di entrata elettronico. I bambini o i minorenni possono far compilare il modulo da una persona che viaggia con loro o da chi ha la loro custodia. I frontalieri sono esenti da tale obbligo.

Ho organizzato un matrimonio con molti ospiti. Chi provvede a rimborsarmi i costi «non recuperabili» se, in seguito alla dichiarazione dello stato di emergenza, sono stato costretto ad annullare il matrimonio?

Se si dispone di un’assicurazione matrimonio o assicurazione eventi, è anzitutto necessario chiarire con la propria compagnia assicurativa se è prevista una copertura in caso di epidemia o pandemia. Di norma, questa evenienza non è prevista in nessuna polizza. Solitamente annullare un matrimonio è più costoso che rinviarlo. Se si dispone di un’assicurazione costi di annullamento con copertura familiare, è almeno possibile comunicare alla propria compagnia assicurativa i costi sostenuti per eventuali viaggi prenotati per il matrimonio, sia per sé stessi che per le persone della stessa economia domestica, laddove sia prevista una copertura in caso di epidemia o pandemia. È tuttavia necessario, prima di ogni cosa, rivolgersi agli organizzatori e richiedere il rimborso delle spese.

Posso stipulare un’assicurazione viaggi adesso?

Sì, la stipulazione di un’assicurazione è possibile in qualsiasi momento. Tuttavia, la copertura assicurativa prevista dalla nuova polizza non comprende i viaggi prenotati prima della stipulazione. Generalmente, in caso di vacanze costose o per le persone che viaggiano frequentemente, stipulare un’assicurazione viaggi è sempre utile. Conviene dunque scegliere un’assicurazione che copre i rischi legati a epidemie o pandemie e che non prevede esclusioni specifiche per il coronavirus o il COVID-19. Comparis ha condotto una breve analisi sul tema.

Ho i biglietti per un evento che è stato annullato a causa del virus. Ho diritto a un rimborso?

In generale, gli organizzatori hanno l’obbligo di rimborsare il prezzo del biglietto, ma attualmente si stanno cercando diversi tipi di soluzioni. Il consiglio più utile è quello di consultare il sito web del rispettivo organizzatore. È possibile che nel contesto dell’assicurazione viaggi i biglietti per eventi o manifestazioni siano coperti fino all’importo concordato contrattualmente, anche se non rientrano in un pacchetto viaggi vero e proprio. Comparis ha condotto una breve analisi sul tema.

 

La cosa migliore è rivolgersi direttamente alla propria assicurazione oppure all’organizzatore della manifestazione e chiedere se è possibile ottenere un rimborso del biglietto.

Se il rimborso non viene approvato, ci si può rivolgere tramite e-mail all’Associazione consumatrici della Svizzera italiana scrivendo all’indirizzo info@acsi.ch, oppure utilizzando il modulo di contatto disponibile sul sito ufficiale.

L’assicurazione per biglietti, stipulabile per soli tre franchi al momento dell’acquisto, rimborsa il costo dei biglietti in caso di annullamento di una manifestazione per via del coronavirus?

Di norma l’assicurazione per biglietti rimborsa il prezzo del biglietto quando l’acquirente non può partecipare all’evento in seguito a una malattia improvvisa (ad esempio coronavirus), alla soppressione o al ritardo del mezzo di trasporto pubblico per recarsi al luogo della manifestazione oppure a un infortunio o guasto verificatosi durante il tragitto. Se l’evento viene annullato in seguito al divieto di manifestazioni pubbliche o private emesso dal Consiglio federale, il costo del biglietto non viene rimborsato ai sensi delle Condizioni generali di assicurazione.

Qual è il limite massimo di persone per le manifestazioni pubbliche e private e per gli assembramenti spontanei?

Dal 18 gennaio 2021 sono consentiti gli assembramenti di al massimo 5 persone. Dal 1o marzo saranno di nuovo permessi gli incontri privati all’aria aperta tra amici e partenti con un massimo di 15 persone. Sono permesse anche le attività sportive e culturali (senza contatto fisico).

Le assemblee parlamentari e comunali sono ammesse, come anche le dimostrazioni politiche e la raccolta di firme per referendum e iniziative. Alle funzioni religiose possono prendere parte fino a 50 persone. Bisogna comunque adottare le misure di protezione necessarie.

Viene limitato a 10 il numero di persone che possono partecipare a un evento nella cerchia degli amici o dei familiari organizzato in un luogo privato.

Da lunedì 2 novembre le scuole universitarie devono passare all’insegnamento a distanza. Nelle scuole dell’obbligo, nei licei e nelle scuole professionali le attività presenziali restano ammesse.

Gli assembramenti spontanei con più di 5 persone sono vietati sia nei luoghi pubblici chiusi che aperti.

Durante tutte le manifestazioni e in caso di assembramenti spontanei vige l’obbligo della mascherina. Ciò non vale se si mangia o si beve.

Domande e risposte: abitare e traslocare

Nonostante la crisi del coronavirus è ancora possibile traslocare? Comparis risponde a queste e ad altre domande di carattere immobiliare nell’articolo Abitare e traslocare

Domande e risposte: Ipoteche

Ma quali sono gli effetti della crisi sui tassi di interesse ipotecari? E quali cambiamenti potrebbe comportare a lungo termine per i prezzi immobiliari? Conviene investire in un immobile vista la situazione attuale? Comparis ha raccolto le domande e le risposte di carattere ipotecario nell’articolo Coronavirus e ipoteche.

Domande e risposte: mobilità

Prossimamente avrò bisogno di un’auto. Quali sono le mie possibilità?

Chi ha bisogno rapidamente di un’automobile senza essere vincolato da un contratto a lungo termine, può optare per un abbonamento auto, il quale prevede l’utilizzo della vettura a un prezzo mensile fisso, inclusi assicurazione, controllo periodico, riparazioni, imposte, sostituzione degli pneumatici e persino la vignetta autostradale. Inoltre, rispetto al leasing l’abbonamento auto vincola l’utente solo per una durata minima, e con questo per un tempo relativamente breve. Se quindi tra uno o due mesi non si avrà più bisogno della vettura, è possibile restituirla con un preavviso di 30 giorni. Diversi offerenti consegnano le loro auto direttamente a domicilio.

Attualmente posso portare il mio veicolo in garage per la revisione periodica o una riparazione?

Sì, è possibile. Le officine rimangono aperte proprio come durante la primavera scorsa. E non solo quelle per le auto, ma anche quelle per moto e biciclette. Bisogna comunque fissare un appuntamento per evitare lunghi tempi di attesa sul posto. La consegna del veicolo e delle chiavi avviene, se possibile, senza avere contatti diretti con il personale dell’officina. Alcuni garagisti offrono inoltre un servizio di consegna e ritiro.

Gli uffici della circolazione stradale sono attualmente aperti?

Gli uffici della circolazione stradale sono uffici amministrativi e quindi rimangono aperti come di consueto. In ogni caso, se possibile, si consiglia di inviare o richiedere documenti online o per posta. Maggiori informazioni sugli uffici pubblici sono disponibili sul sito web dell’ufficio della circolazione stradale del rispettivo cantone.

Domande e risposte: finanze e previdenza

Le domande di carattere specifico sui crediti privati trovano risposta nel nostro articolo supplementare sull’argomento.

Per quale motivo i mercati azionari si stanno riprendendo così in fretta e quanto è sostenibile questo andamento?

Dopo il crollo dei corsi dello scorso marzo, i mercati azionari si stanno riprendendo in modo significativo e in alcuni casi hanno addirittura raggiunto valori record. Sarà chiaro solo in seguito se si tratta di una ripresa durevole o di un cosiddetto rally del mercato orso. Il rally del mercato orso descrive una forte ripresa dei prezzi nel contesto di un movimento al ribasso. I mercati sono attualmente influenzati dai graduali allentamenti al lockdown, dal pacchetti di aiuti statali e con questo dalla speranza di una pronta ripresa dell’economia globale. I tassi di interesse sui mercati azionari continuano a essere bassi. Tuttavia, questo atteggiamento fiducioso può rapidamente trasformarsi in una delusione, laddove non si riuscisse a contenere la pandemia come previsto.

Ho investito il denaro del mio pilastro 3a in azioni che ora hanno perso valore. Dovrei venderle adesso?

È risaputo che gli investimenti in azioni producono rendimenti migliori nel lungo termine rispetto ad altre forme di investimento, come ad esempio il classico conto risparmio. Anche in passato i mercati hanno registrato perdite significative, ma con il tempo sono sempre stati in grado di riprendersi. Tra l’altro, chi mette regolarmente da parte piccoli importi riesce a bilanciare meglio le fluttuazioni dei prezzi. Gli esperti lo chiamano effetto del costo medio. Ciò significa si acquistano più azioni durante i periodi in cui si registra un calo del corso azionario rispetto a quelli in cui si verifica un aumento. Questo consente di ridurre il rischio di scegliere un momento di ingresso sbagliato e di pagare un prezzo troppo alto per l’intero patrimonio investito.

Domande e risposte: tecnologia digitale

Ogni quanto devo pulire il mio smartphone?

Sullo schermo del nostro telefonino, che tocchiamo centinaia di volte al giorno, si depositano molti germi e batteri. È quindi importante pulire regolarmente il cellulare, in particolare in questo periodo, almeno una o due volte al giorno. La cosa migliore è inumidire un panno con dell’acqua calda con qualche goccia di detersivo e pulire delicatamente il telefono, quindi asciugarlo con un panno asciutto e spruzzare un po’ di spray disinfettante. Ricordarsi di non utilizzare detersivi troppo aggressivi, altrimenti si rischia di rimuovere il rivestimento anti-grasso del display.

In generale, le regole sono le seguenti:

  • Evitare di appoggiare il cellulare su superfici sporche e ricoperte di batteri, come ad esempio quelle dei bagni o dei tavolini del treno.
  • Pulire lo smartphone da una a due volte al giorno.
  • Se possibile, non lasciare che qualcun altro tocchi il cellulare.

I fornitori di servizi di telecomunicazioni forniscono all’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) i dati di geolocalizzazione degli smartphone. Questa procedura è legale?

Sì. Secondo il Consiglio federale la geolocalizzazione dei telefoni cellulari è importante per monitorare il comportamento della popolazione e quindi verificare che le misure dell’UFSP vengano rispettate. Non vengono raccolti dati in tempo reale e nemmeno dati personali: solo una persona all’interno dell’UFSP vi ha accesso. Il Consiglio federale assicura che questi dati non verranno mai resi accessibili a terzi.

Come funziona l’app per il tracciamento delle persone positive al coronavirus (Contact-Tracing-App)? Ed è obbligatoria installarla?

Dal 25 giugno 2020 è possibile scaricare l’app per il tracciamento SwissCovid, che invia un segnale ogni qualvolta si è stati a contatto a meno di un metro e mezzo e per almeno 15 minuti con una persona infetta. Naturalmente la persona infetta deve segnalare nell’app i risultati positivi del test tramite un codice nell’app. Ci sono stati ripetuti ritardi nel rilascio dei cosiddetti codici covid forniti dai centri di contact tracing delle autorità sanitarie cantonali. Da quando i laboratori, i collaboratori dell’Infoline Coronavirus, i centri di test, i medici che effettuano i test e le farmacie possono rilasciare il codice e quindi sgravare le autorità sanitarie cantonali, i ritardi sono stati meno frequenti. Inoltre, i testi rapidi antigenici permettono di accelerare la valanga di notifiche di un potenziale contatto.

 

Al progetto hanno partecipato anche il Politecnico Federale di Losanna (EPFL) e quello di Zurigo (ETHZ). L’app per il Contact Tracing avvertirà le persone che sono entrate in contatto con una persona infetta. In questo modo sarà possibile provvedere a un autoisolamento o a effettuare un test. I dati saranno anonimizzati nel rispetto della normativa sulla protezione dei dati e salvati sullo smartphone in maniera decentralizzata. Il concetto della valutazione dei dati in modo anonimo e decentralizzato direttamente sullo smartphone dell’utente è stato nel frattempo integrato anche nei sistemi operativi mobile di Google e Apple.

 

In Svizzera l’utilizzo dell’app SwissCovid è facoltativo. Comunque, oltre il 90% degli svizzeri possiede uno smartphone e mantiene la funzione Bluetooth attivata per connettere smartwatch e auricolari. In molti riconosceranno l’utilità di questa applicazione, ma affinché questa tecnologia possa mostrare la sua efficacia, è necessario che il 60-70% della popolazione scarichi l’app sul proprio cellulare. Ciò nonostante, anche in caso di un basso numero di utenti (attualmente sono circa 2 milioni di persone), insieme alle raccomandazioni dell’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) con questo strumento sarà possibile contenere il numero di contagi anche senza lockdown.

Ho installato l’app SwissCovid sul mio smartphone e sono risultato positivo al coronavirus. Le persone con cui ho avuto contatti ravvicinati verranno automaticamente informate?

No. Chi ha installato l’app SwissCovid e risulta positivo al SARS-CoV-2 riceve un codice (codice Covid) da immettere nell’app. In questo modo vengono avvertiti tutti coloro che hanno avuto un contatto ravvicinato con la persona infetta (almeno 15 minuti in un giorno, a una distanza di 1,5 metri o inferiore) di un possibile contagio. Dal 18 novembre 2020 l’autorizzazione a rilasciare il codice è stata estesa anche ai laboratori, ai collaboratori dell’Infoline Coronavirus, ai centri di test, ai medici che effettuano i test e alle farmacie.

Altre domande e risposte

I miei animali domestici (cani, gatti ecc.) possono contrarre il coronavirus?

Finora la trasmissione del virus tra gatti e cani non è ancora stata dimostrata. Gli scienziati ritengono tuttavia che il rischio sia molto ridotto. È possibile che un animale domestico che vive nella stessa abitazione di una persona infetta possa essere contagiato o contaminato dal virus. Gli animali stessi non sviluppano tuttavia nessun sintomo della patologia, cioè non si ammalano.

L’UFSP consiglia a tutti i proprietari di animali domestici in isolamento in casa di evitare il contatto con questi ultimi e di affidarne la custodia a una persona sana. I cani e gatti in un’economia domestica in quarantena non necessitano di bagni o disinfezioni particolari. Per tutti vale quanto segue: assicurarsi di lavarsi le mani dopo ogni contatto con un animale.

Se l’asilo nido chiude o scelgo spontaneamente di accudire mio figlio a casa, devo continuare a pagare la retta?

Se si abita in un cantone in cui gli asili nidi non sono stati chiusi e si decide spontaneamente di accudire i propri figli a casa bisogna continuare a pagare la retta. Questo perché gli asili nidi sono aperti come di consueto e bisogna coprire costi fissi come stipendi o affitto. Secondo il Consiglio federale il sostegno finanziario è di competenza di cantoni e comuni. Maggiori informazioni «Federazione svizzera delle strutture d’accoglienza per l’infanzia».

Non è stato possibile svolgere diverse attività del tempo libero (corsi di danza, calcio, scuola di musica ecc.). A volte gli organizzatori hanno fornito materiale informativo per potersi esercitare a casa. In questo caso bisogna comunque pagare le tasse dei corsi?

Il contratto si basa su prestazione e controprestazione: se il cliente ha già pagato le tasse del corso, ma non può usufruire dei servizi dell’organizzatore o non può usufruirne in modo completo (materiale informativo con istruzioni), per motivi che non sono imputabili a nessuna delle due parti, il cliente ha diritto a un rimborso o a un rimborso parziale dell’importo pagato. L’offerente può modificare le condizioni generali di contratto o il contratto apportando delle precisazioni. Nel caso specifico bisogna comunque pagare una parte delle tasse del corso.

Dal 1o marzo riaprono gli impianti sportivi e per il tempo libero all’aperto. Inoltre i giovani fino ai 20 anni potranno riprendere a praticare la maggior parte delle attività sportive e culturali.

Dove devo indossare la mascherina?

Dal 29 ottobre l’obbligo della mascherina è esteso anche aree esterne delle strutture e delle imprese. L’obbligo è introdotto anche nelle scuole a partire dal livello secondario II e dal 18 gennaio 2021 pure sul posto di lavoro, a meno che non sia presente soltanto una persona nella stanza. Nello spazio pubblico, se non può essere mantenuta la distanza necessaria di 1,5 metri, bisogna indossare la mascherina. Sono esentati dall’obbligo i bambini fino ai 12 anni, come anche le persone che si prendono cura di loro o gli insegnanti, a condizione che sia mantenuta la distanza necessaria. Anche chi ha più di 12 anni può essere esentato dall’obbligo della mascherina per motivi medici.

Per chi non rispetta l’obbligo della mascherina è prevista una multa fino a 10’000 franchi ai sensi della Legge sulle epidemie. I proprietari dei negozi possono decidere autonomamente se porgere denuncia o meno. La polizia, invece, è obbligata a denunciare chi non si attiene alle regole.

Il motivo: le mascherine proteggono principalmente le altre persone e solo in minima parte la persona che la indossa. Ecco perché la mascherina è piuttosto vista come un complemento alle regole di distanza e igiene. I settori economici sono obbligati ad accompagnare e seguire la riapertura delle singole società con appositi piani di protezione,

Devono indossare la mascherina FFP-2?

L’UFSP continua a non raccomandare alla popolazione di indossare le mascherine FFP-2. Tuttavia, queste sono obbligatorie in Germania e in Austria. Inizialmente le mascherine FFP-2 erano state concepite per chi lavora nei cantieri, perché proteggono dalle polveri fini e ha un potere filtrante di almeno il 94%. Offrono quindi una protezione maggiore delle normali mascherine chirurgiche.

Dove si possono acquistare le mascherine?

Le mascherine di tipo semplice (usa e getta) possono essere acquistate presso farmacie, rivenditori al dettaglio o negli shop online. Non si tratta tuttavia di prodotti medici: queste mascherine igieniche sono indicate per l’uso quotidiano nei negozi o sui mezzi pubblici e offrono una protezione sufficiente se soddisfano i requisiti della «National COVID-19 Science Task Force» della Confederazione. Sul mercato si trovano anche le mascherine dotate di marchio CE, come quelle di tipo I o IIR. Queste sono pensate per il personale medico e offrono quindi una protezione maggiore. Il marchio CE certifica che le mascherine sono prodotte in regime di qualità secondo le norme ISO.

È quindi importante acquistare un prodotto certificato dall’EMPA oppure uno dotato di marchio CE.

È consentito produrre mascherine da sé?

Il Consiglio federale sconsiglia la produzione di mascherine tessili «self-made», mentre le mascherine tessili prodotte industrialmente devono soddisfare le raccomandazioni della Science Task Force Covid ed essere certificate Testex.

Come si fa a essere esonerati dall’obbligo della mascherina?

Chi non può indossare la mascherina per motivi medici, deve fornire un certificato rilasciato al proprio medico o da uno psicoterapeuta. Il certificato può essere emesso solo se la persona ha dei problemi di salute seri. Questa regola dovrebbe evitare gli abusi, ovvero che qualcuno richieda un certificato solo per non dover portare la mascherina.

È prevista una multa per negozi e attività che non rispettano le norme relative al coronavirus?

Sì, chi viola il divieto COVID sulle manifestazioni può essere punito con una multa o con il carcere fino a tre anni. Anche le attuali normative nel settore delle vendite rientrano in questo divieto.

Quali cantoni hanno introdotto quali misure?

Dal 9 gennaio 2021 valgono le stesse regole di base in tutta la Svizzera. Le stazioni sciistiche sono escluse da questo provvedimento, perché gli impianti fanno parte sistema di trasporto pubblico non interessato dalle chiusure.
Le manifestazioni sono vietate, fatta eccezione per le attività sportive e culturali, consentite soltanto in gruppi di non più di cinque persone.

Bisogna di nuovo restare a casa come durante il primo lockdown?

Durante la sua seduta del 12 dicembre il Consiglio federale non ha imposto espressamente l’obbligo di rimanere a casa. La confederazione confida nella responsabilità individuale: meno contatti fisici avremo con le altre persone, più facile sarà tenere la pandemia sotto controllo. Dal 18 gennaio 2021 sono ammessi gli incontri privati con al massimo cinque persone, bambini compresi. Le famiglie di cinque persone o più non possono invitare nessuno. Dal 1o marzo sono di nuovo consentiti gli incontri privati all’aria aperta fino a 15 persone.

Posso mangiare al ristorante?

I ristoranti e i bar sono chiusi dal 22 dicembre 2020 a fine febbraio 2021. Possono rimanere aperte le mense aziendali, le mense scolastiche nelle scuole dell’obbligo e le strutture della ristorazione degli alberghi riservate ai propri ospiti. Restano inoltre consentite la vendita di cibi e bevande da asporto e i servizi di consegna.

Posso organizzare una festa a casa mia?

No. Dal 18. gennaio sono consentiti gli incontri familiari di al massimo 5 persone. bambini compresi. Le famiglie di cinque persone o più non possono invitare nessuno. Durante la conferenza stampa del 18 ottobre, il consigliere federale Alain Berset ha consigliato di rinviare a tempi migliori eventuali incontri di famiglia. Dal 1o marzo sono di nuovo consentiti gli incontri privati all’aperto fino a 15 persone. Il consigliere federale Alain Berset ha consigliato di «rinviare a tempi migliori eventuali incontri di famiglia».

Posso organizzare un aperitivo all’aperto nel mio quartiere?

Attualmente è di fatto impossibile. Dal 18 gennaio 2021, negli spazi chiusi sono ammessi solo gli incontri privati di cinque persone. A partire dal 1o marzo, invece, negli spazi aperti sono consentiti gli incontri tra familiari e amici con al massimo 15 persone, poco importa quante famiglie. I bambini sono compresi. Anche in questo caso il Consiglio federale consiglia di rinviare questi eventi se possibile.

Quali regole valgono in famiglia?

Non è vietato andare a trovare i parenti, come i nonni. La confederazione fa appello alla responsabilità individuale: bisogna assolutamente rispettare le norme di igiene e di distanziamento. I contatti ravvicinati tra nonni e nipotini o con persone vulnerabili sono da evitare il più possibile. Nei luoghi chiusi sono ammessi incontri privati di al massimo cinque persone. Dal 1o marzo sono consentiti gli incontri privati all’aria aperta di al massimo 15 persone. Le famiglie di cinque o più persone non possono ricevere visite nei luoghi chiusi.

I nipotini possono incontrare i nonni?

Sì, è però importante rispettare le norme di igiene e di distanziamento. Per proteggere le persone a rischio, è importante evitare il più possibile i contatti tra nonni e nipotini. Dal 18 gennaio 2021 negli spazi chiusi sono consentiti gli incontri tra famigliari e amici di al massimo cinque persone. Dal 1o marzo, invece, all’aria aperta sono di nuovo permessi gli assembramenti privati fino a 15 persone. 

Gli allievi delle scuole elementari e gli insegnanti devono indossare la mascherina?

I bambini sotto i 12 anni, così come i loro insegnanti o chi lavora in unʼistituzione per la custodia di bambini, non deve indossare la mascherina.

Se mio figlio ha la tosse può andare a scuola?

No. I bambini con la tosse o che manifestano sintomi tipici del coronavirus non possono andare a scuola e nemmeno giocare con altri bambini.

Posso ancora praticare sport?

È possibile praticare attività sportive se si indossa la mascherina o se si può mantenere la distanza necessaria di 1,5 metri. I centri fitness devono rimanere chiusi, così come i ristoranti, dal 22 dicembre 2020 al fine febbraio 2021. Le attività sportive che prevedono un contatto fisico stretto tra i partecipanti (ad es. calcio, hockey, basket, sport da combattimento, ballo) possono essere praticate solo dai professionisti. Possono essere allenate al massimo 5 persone contemporaneamente.
Le regole non si applicano ai ragazzi che non hanno ancora compiuto i 16 anni.

Possiamo andare in vacanza sulla neve?

Dal 22 dicembre i gestori degli impianti hanno bisogno di una autorizzazione rilasciata dal cantone per rimanere aperti. Questa viene concessa solo se la situazione epidemiologica lo permette, quindi solo se nel rispettivo cantone sono garantite capacità sufficienti negli ospedali, nel contact-tracing e per i test. Le mascherine sono obbligatorie e bisogna mantenere la distanza minima di sicurezza quando si è in fila. È possibile occupare i mezzi di trasporto chiusi solo nella misura dei due terzi dei posti. I ristoranti devono rimanere chiusi, ma è concesso il servizio take away con consumazione all’aperto. Il Consiglio federale ha ricordato che le terrazze dei ristoranti aperte, anche senza servizio ai tavoli,violano il diritto federale e lancia un appello ai cantoni per un immediata chiusura. I cantoni devono verificare i piani di protezione e informare la Confederazione.

Bisogna mantenere la distanza minima di sicurezza anche nei negozi?

Sì, se possibile, bisogna mantenere ovunque la distanza minima di 1,5 metri. Inoltre, nei negozi come tutti i luoghi chiusi accessibili al pubblico e negli ambienti esterni molto frequentati vige l’obbligo della mascherina. Nei negozi, la superficie minima per persona è di dieci metri quadrati.

Cantare è davvero proibito?

Sì, cantare al di fuori del proprio nucleo familiare e della scuola obbligatoria è proibito, sia all’aperto che al chiuso.

Quando potrò vaccinarmi contro il coronavirus?

Secondo l’UFSP, a partire da gennaio 2021 inizieranno a essere somministrate le prime dosi. L’obiettivo è quello di vaccinare la popolazione entro metà anno. Qui si trovano ulteriori informazioni sul vaccino contro il coronavirus.

I musei e le biblioteche sono aperti?

Dal 1o marzo riaprono i negozi, i musei e gli impianti sportivi e per il tempo libero all’aperto. È possibile svolgere attività culturali in piccoli gruppi e per i ragazzi sotto i 16 anni nonché per i giovani adulti sotto i 20 anni. Sono però ammesse forme di manifestazioni alternative, come quelle online.
Nelle biblioteche restano aperti i servizi di prestito. I visitatori devono restare nell’edificio il minor tempo possibile. Le sale di studio, le caffetterie e le postazioni informatiche non sono agibili al pubblico. Dal 1o marzo riaprono le sale lettura delle biblioteche. Le riviste possono solo essere prese in prestito mentre non è più possibile leggere i giornali.

Quali negozi sono aperti?

Dal 1o marzo sono di nuovo aperti i negozi, i musei nonché gli impianti sportivi e per il tempo libero all’aperto. Vigono sempre l’obbligo della mascherina e il rispetto delle regole di distanziamento e del limite massimo di persone.

È prevista una multa se non mi attengo alle misure contro il coronavirus?

Dal 1o febbraio, chi non rispetta i provvedimenti volti a combattere l’epidemia, rischia una multa disciplinare tra i 50 e i 200 franchi. Può ad esempio essere multato chi non porta una mascherina sui mezzi pubblici, alle fermate, nelle stazioni oppure all’interno o nelle aree esterne di strutture accessibili al pubblico. Sono inoltre previste multe disciplinari per chi partecipa o svolge manifestazioni private vietate.

Link più importanti sulla situazione attuale

  • UFSP: informazioni attuali
  • Su questa pagina l’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) pubblica ogni giorno gli aggiornamenti sullo stato di diffusione del coronavirus e sulle misure per contrastarlo.

  • DFAE: informazioni sui viaggi
  • Chi sta pianificando un viaggio può informarsi sulla pagina del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) in merito alla situazione attuale nel paese di destinazione. Sul sito è disponibile un contributo sul nuovo coronavirus.

  • OMS: situazione globale
  • L’Organizzazione mondiale della sanità raccoglie su un dashboard tutte le informazioni relative alla diffusione del coronavirus. Vengono così forniti i dati più attuali sul numero di persone infette e decessi.


Tutte le strutture sportive, i casinò, i centri giovanili, le sale da biliardo e bowling nonché i locali erotici sono chiusi.
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