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Coronavirus: domande e risposte in ambito ipotecario

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Foto: iStock / EmirMemedovski

L’epidemia del coronavirus ha un impatto non solo sulla nostra vita quotidiana, ma anche sulle ipoteche. Ma quali sono gli effetti della crisi sui tassi di interesse ipotecari? E quali cambiamenti potrebbe comportare a lungo termine per i prezzi immobiliari? Conviene investire in un immobile vista la situazione attuale? Comparis ha raccolto le domande più frequenti sul tema e le rispettive risposte.

Quali sono gli effetti del coronavirus sui tassi di interesse ipotecari?

Attualmente è difficile fare una valutazione. In generale, i bassi tassi di interesse del mercato monetario e finanziario ammortizzano le ipoteche perché rendono il rifinanziamento più conveniente. Il COVID-19 è però un pesante fardello per l’economia e ciò comporta un aumento dei rischi nel settore immobiliare. Gli istituti ipotecari permettono di solito di compensare i rischi di credito e di mercato più elevati con tassi d'interesse maggiori. Nel quarto trimestre 2020 i tassi ipotecari hanno continuato a rimanere ancorati a livelli bassi.

Devo occuparmi già ora della mia ipoteca o è meglio aspettare che la situazione migliori?

Prevedere l’evoluzione del mercato ipotecario è molto difficile, soprattutto in un periodo incerto come quello attuale. La decisione di acquistare o meno una casa o un appartamento oppure rinviarne l’acquisto a un altro momento dipende tra l’altro dai fattori seguenti, i quali sono particolarmente rilevanti in tempi di coronavirus:

  • stabilità del reddito nel lungo termine;
  • valutazione della probabilità di un significativo calo del prezzo dell’immobile in questione;
  • capacità di rischio e propensione al rischio individuale;
  • grado di flessibilità personale.

Gli esperti ipotecari del servizio partner di Comparis HypoPlus restano a sua disposizione per una consulenza neutrale e trasparente su qualsiasi domanda o chiarimento in merito al finanziamento della sua abitazione.

Cosa accade alla mia ipoteca esistente?

Fondamentalmente niente. Di solito i contratti ipotecari concedono alle banche un diritto di recesso unilaterale se ad esempio:

  • i tassi di interesse e gli ammortamenti sono in essere;
  • la solvibilità del debitore ipotecario peggiora notevolmente;
  • il valore dell’immobile cala vertiginosamente.

Se la crisi del coronavirus dovesse peggiorare ulteriormente, le banche potrebbero avvalersi del diritto di recesso. Tuttavia, di norma i prestatori cercano di trovare una soluzione insieme al beneficiario del credito in modo da ripristinare il rapporto prestito-valore. I contratti di credito vengono disdetti raramente. 

Cosa succede se ho ricevuto un’offerta prima della crisi? I tassi di interesse sono ancora validi?

Alcuni istituti ipotecari garantiscono il tasso di interesse fino a un massimo di due settimane; altri, invece, lo fissano non appena si firma il contratto. In ogni caso, quando si tratta di offerte vincolanti, la durata della validità delle condizioni offerte viene sempre indicata esplicitamente.

Altre domande sul tema coronavirus? Qui sono disponibili ulteriori informazioni sul tema cassa malati, condizioni lavorative, previdenza e viaggi. Inoltre, al link seguente sono disponibili maggiori informazioni sull’argomento crediti privatipagamento continuato del salario ,abitare e traslocare e PMI.