Salute e prevenzione

Coronavirus in Svizzera: domande e risposte

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Foto: iStock.com / Kira-Yan

Il coronavirus è arrivato in Svizzera il 25 febbraio, giorno in cui è stato registrato il primo caso infetto. Da allora sono state adottate diverse misure per cercare di contenere il diffondersi del nuovo virus COVID-19 e della patologia causata da quest’ultimo.

Domande e risposte: cassa malati

Se ho il coronavirus, devo per forza recarmi in ospedale o posso anche rimanere a casa in quarantena?

Chi presenta i tipici sintomi della malattia (COVID-19) come debolezza, febbre e tosse secca deve restare a casa e contattare il proprio medico curante oppure un centro di telemedicina. Se il sospetto caso di infezione da coronavirus (SARS-CoV-2) viene confermato, è necessario sottoporsi al test. In caso di positività al tampone, la persona infetta viene messa in isolamento secondo le direttive del servizio medico cantonale. Nelle persone generalmente sane, l’infezione non sviluppa nessun sintomo oppure solo sintomi molto lievi. In questo caso un isolamento in casa di 14 giorni è sufficiente.

Chi si assume i costi se mi trovo in ospedale o in quarantena?

Tutte le misure mediche o prescritte da un medico sono coperte dalla cassa malati nell’ambito dell’assicurazione di base, tenendo conto della consueta partecipazione ai costi (franchigia e quota parte).

Qual è la differenza tra quarantena e isolamento?

L’Ufficio federale della sanità pubblica fa la distinzione tra l’autoisolamento e l’autoquarantena. L’autoisolamento si applica quando una persona presenta sintomi che potrebbero far pensare ad un contagio da coronavirus (per esempio tosse secca e/o febbre). Per evitare che la persona interessata non trasmetta il virus ad altri (e finché lo stato generale di salute lo permette), questa persona deve rimanere a casa in autoisolamento fino a 48 ore dopo la scomparsa dei sintomi, a condizione che dalla comparsa dei primi sintomi siano trascorsi almeno 10 giorni. Anche i contatti più stretti devono rimanere in casa in autoquarantena per 10 giorni.

La durata dell’autoquarantena è di cinque giorni, nel caso in cui si sia stati a stretto contatto con una persona infetta da coronavirus.

La regola più importante è quella di evitare qualsiasi contatto con altre persone. Ecco alcune delle direttive più importanti dell’UFSP:

Se si vive da soli

  • Farsi consegnare a casa da familiari, amici o da un servizio di consegna a domicilio cibo, medicinali e altri prodotti essenziali evitando i contatti (per esempio lasciando la consegna davanti alla porta di casa).

Se si vive con altre persone

  • La persona interessata deve sistemarsi in una stanza e tenere la porta chiusa. Anche la consumazione dei pasti deve avvenire nella stanza, evitando visite e contatti di ogni genere. Lasciare la camera solo se necessario.
  • Lavare o disinfettare regolarmente le mani.
  • La persona infetta non dovrebbe condividere per nessun motivo con altre persone oggetti come bicchieri, tazze, piatti, posate, asciugamani o lenzuola. Le stoviglie vanno regolarmente lavate nella lavastoviglie effettuando un ciclo di lavaggio intensivo.
  • Vestiti, lenzuola e asciugamani sono da lavare in lavatrice.

Dove si fa la quarantena?

Se una persona ha contratto il virus, devono mettersi in quarantena anche le persone di riferimento più strette, possibilmente tra le proprie mura domestiche. Ciò significa che la persona contagiata deve rimanere in casa per due settimane senza uscire dalla propria abitazione. Anche chi ha soggiornato in una zona a rischio può essere messo in quarantena al fine di proteggere il resto della popolazione da un possibile contagio. Chi si trova in quarantena non può uscire nemmeno per fare la spesa. Spetta al comune prendersi cura della persona interessata.

Chi non rispetta le regole della quarantena rischia di essere citato in giudizio.

Chi si assume i costi del test per il coronavirus?

Il test per il coronavirus viene rimborsato dall’assicurazione di base della cassa malati, secondo quanto deciso dal Consiglio federale nell’Ordinanza relativa alla Legge sulle epidemie. Il test è stato inserito nell’elenco delle analisi rimborsate dall’assicurazione di base. Il rimborso è di 180 franchi.

Cosa fare se sono stato costretto a dare la mano a qualcuno e questo mi ha fatto ammalare?

Dal momento che le raccomandazioni comportamentali dell’UFSP non hanno carattere prescrittivo, nessuno può essere ritenuto responsabile di eventuali conseguenze. È quindi fondamentale e tutt’altro che scortese rinunciare a dare la mano a un’altra persona, nonché tenersi a una distanza minima di due metri dagli altri al di fuori della propria abitazione.

A causa del coronavirus le casse malati adesso hanno molto più lavoro? Ci vuole più tempo per l’elaborazione delle richieste di rimborso?

Alcune assicurazioni hanno già provveduto a informare i clienti tramite e-mail che l’obbligo di proteggere i dipendenti dal coronavirus vale anche per loro e che pertanto l’elaborazione delle richieste potrebbe richiedere più tempo. Come molte altre organizzazioni, anche le compagnie assicurative hanno reagito alla «situazione straordinaria» dichiarata dal Consiglio federale e ai provvedimenti assunti in merito, chiudendo i loro sportelli e uffici fino al 19 aprile. Il servizio è tuttavia garantito e gli interlocutori sono raggiungibili telefonicamente o tramite i loro portali dedicati ai clienti. Le fatture emesse dagli ospedali vengono comunque sempre inviate direttamente all’assicurazione, mentre quelle per le prestazioni ambulatoriali si basano sul principio di fatturazione regolamentato nella polizza. Secondo il principio del «terzo garante», il paziente paga la fattura di tasca propria, e successivamente la cassa malati provvede a pagare l’importo assicurato. Il principio del «terzo pagante», invece, prevede che sia la cassa malati a farsi carico del pagamento della fattura, chiedendo quindi al paziente di partecipare ai costi (franchigia e quota parte).

Inoltre, anche molte altre compagnie assicurative come La Mobiliare e Generali hanno temporaneamente chiuso le loro sedi, restando tuttavia anch’esse a disposizione dei loro clienti tramite hotline telefoniche e Skype.

Cosa succederebbe se non fosse più possibile curare tutti i pazienti affetti da coronavirus (e altri pazienti) perché i posti letto di terapia intensiva e il numero di respiratori disponibili non sono sufficienti?

Questo sarebbe lo scenario peggiore perché in una situazione del genere i medici sarebbero costretti a decidere quali sono i pazienti che hanno più probabilità di sopravvivere. In questo caso si terrebbe conto non solo dell’età, ma anche dello stato di salute generale nonché di altre eventuali patologie. Come per le raccomandazioni nell’ambito della previdenza, anche in questo contesto l’autodeterminazione è fondamentale. Un testamento biologico può evitare che i medici, in consultazione con i familiari, prendano provvedimenti diversi da quelli desiderati, laddove il paziente non sia più in grado di intendere e di volere. Chi ad esempio non vuole essere intubato o sottoposto a ventilazione artificiale, deve indicarlo nel suo testamento biologico.

Esiste un’assicurazione contro il coronavirus?

Le polizze assicurative di questo tipo vengono offerte soprattutto da ciarlatani e impostori. Le prestazioni mediche sono coperte dall’assicurazione malattia obbligatoria (assicurazione di base) detraendo la partecipazione ai costi (franchigia e quota parte). Di fronte a un’offerta assicurativa che prevede la presunta copertura contro le conseguenze del coronavirus, si consiglia di leggere attentamente le Condizioni generali di contratto. Infatti, al momento della stipulazione di una nuova polizza, i danni attuali sono generalmente esclusi.

Sono assicurato contro il coronavirus anche se non ho ancora ricevuto la polizza?

Di fronte a un’offerta assicurativa che prevede la presunta copertura contro le conseguenze del coronavirus, si consiglia di leggere attentamente le Condizioni generali di contratto. Infatti, al momento della stipulazione di una nuova polizza, i danni attuali sono generalmente esclusi. L’assicurazione malattia obbligatoria è l’unica assicurazione che copre, senza alcun termine di carenza, tutti i tipi di prestazioni mediche obbligatorie ai sensi della Legge federale sull’assicurazione malattie (LAMal).

Ero positivo al coronavirus e fortunatamente ho superato la malattia senza complicazioni. Devo comunque attenermi alle raccomandazioni del Consiglio federale?

Al momento è effettivamente lecito presumere che, per un determinato periodo, le persone guarite abbiano sviluppato una certa immunità, nonostante siano già anche stati segnalati singoli casi di persone che si sono nuovamente infettate. È dunque importante che anche tutte le persone guarite continuino a rispettare le regole, se non altro per dare l’impressione che queste non siano più applicabili.

Gli esperti criticano il fatto che in Svizzera si stiano facendo troppo pochi test. Ci sono stime dei casi non segnalati?

Secondo l’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), attualmente non sono disponibili stime attendibili riguardo a eventuali casi di contagio non segnalati. Molti virologi chiedono un maggior numero di test di campionamento affinché sia possibile fornire stime più affidabili del numero di persone infette e guarite.

Domande e risposte: condizioni lavorative

Questa sezione risponde alle domande principali sulle condizioni lavorative. Le domande di carattere specifico come il pagamento dello stipendio in seguito alle perdite di guadagno delle aziende trovano risposta nel nostro secondo articolo sull’argomento.

Posso rimanere a casa se temo di aver contratto il coronavirus?

Chi resta a casa soltanto per paura di aver contratto il virus non ha diritto al versamento continuato del salario, ma rischia persino di essere licenziato senza preavviso. L’unica eccezione è se, in vista di una pandemia imminente, il proprio datore di lavoro non rispetta le norme igieniche o non adotta misure adeguate per proteggere il personale.

Chi presenta i tipici sintomi della malattia (COVID-19) come debolezza, febbre e tosse secca deve restare a casa e contattare il proprio medico curante oppure un centro di telemedicina. Se il sospetto caso di infezione da coronavirus (SARS-CoV-2) viene confermato, è necessario sottoporsi al test. In caso di positività al tampone, la persona infetta viene messa in isolamento secondo le direttive del servizio medico cantonale.

Quali misure di protezione dovrebbe applicare il mio datore di lavoro?

Le raccomandazioni dell’UFSP per il mondo del lavoro sono le seguenti:

  • I datori di lavoro devono garantire ai propri collaboratori la possibilità di adottare le misure igieniche personali, come lavarsi regolarmente le mani.
  • Se possibile, i dipendenti dovrebbero tenere una distanza sufficiente gli uni dagli altri, ad esempio adeguando gli spazi nei locali, consentendo il telelavoro e le teleconferenze nonché l’office splitting, ovvero la messa a disposizione di ulteriori locali.
  • I datori di lavoro devono mostrarsi tolleranti e richiedere al personale di presentare un certificato medico non prima del quinto giorno di assenza.
  • Inoltre, i datori di lavoro hanno l’obbligo di informare regolarmente i loro collaboratori sulla situazione attuale e sulle misure di protezione personali e lavorative. Anche l’invito a non usare i mezzi di trasporto pubblici durante le ore di punta fa parte degli obblighi previsti, concedendo ad esempio orari di lavoro più flessibili.
  • In generale, sia i datori di lavoro che i collaboratori sono tenuti seguire le raccomandazioni dell’UFSP.

Ho diritto a lavorare da casa (home office)?

In generale, lavorare da casa soltanto per paura di contrarre il virus non è consentito. La soluzione migliore è parlarne con il proprio datore di lavoro, che deciderà se far capo al telelavoro o meno. Ogni azienda ha le proprie direttive, ma viste le attuali misure di protezione e igiene, alcuni datori di lavoro permettono ai propri collaboratori di lavorare da casa. I datori di lavoro possono anche introdurre il telelavoro obbligatorio, a condizione che forniscano ai propri collaboratori l’infrastruttura necessaria. In tal caso i dipendenti devono attenersi a tali disposizioni.

Il mio capo può mandarmi a casa contro la mia volontà?

In circostanze straordinarie, come per l’appunto in caso di epidemia/pandemia, per un periodo limitato il datore di lavoro può esigere una certa flessibilità. Ciò significa che può decidere di far lavorare i propri dipendenti in un altro luogo oppure ordinare loro di lavorare da casa. Se in un’azienda si ha anche solo il sospetto che qualcuno possa aver contratto il coronavirus, si è esentati dal lavoro, ma si continua a percepire lo stipendio.

Se il mio capo vuole mandarmi in una zona a rischio per lavoro, posso rifiutarmi?

Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) e il Consiglio federale sconsigliano i viaggi all’estero e raccomandano ai cittadini svizzeri attualmente in viaggio all’estero di rientrare in patria finché è ancora possibile.

Chi rientra da un viaggio di lavoro deve mettersi in quarantena e vige l’obbligo di pagamento continuato dello stipendio.

Sono un impiegato e ho fatto domanda di ferie, già approvate dal mio superiore, molto tempo prima che iniziasse la crisi del coronavirus. Al momento però viaggiare non è possibile. Posso ritirare la domanda di ferie oppure il mio datore di lavoro può costringermi a prenderle?

Sostanzialmente è il datore di lavoro a determinare il momento in cui un dipendente prende le ferie, deve tuttavia tenere conto delle sue esigenze. Il collaboratore ha inoltre il diritto di sapere per tempo quando potrà prendere le ferie. Il rinvio di ferie già concordate è possibile se giustificato da motivi gravi, tra i quali potrebbe rientrare anche il coprifuoco imposto dalla Confederazione. Nell’attuale contesto giuridico, il datore di lavoro può decidere anche con breve preavviso che il dipendente debba prendere le ferie come alternativa al lavoro ridotto. I collaboratori che prendono le ferie durante la fase di lavoro ridotto ricevono il 100% del loro stipendio. Nel contesto di questa crisi si consiglia pertanto di cercare un compromesso che soddisfi le esigenze di tutte le parti coinvolte, anche perché i datori di lavoro che lottano per la sopravvivenza sono molti.

Il Consiglio di amministrazione può annullare l’AG?

Il Consiglio di amministrazione deve mettere il coronavirus all’ordine del giorno e redigere un verbale nonché un piano pandemico. In assenza di un piano pandemico, il CdA è penalmente e civilmente responsabile.

Una sessione dell’Assemblea generale non può semplicemente essere annullata, può però essere rinviata, a patto che abbia luogo entro i sei mesi che seguono la fine dell’anno finanziario. Nell’invito si può inserire un disclaimer per comunicare la possibilità del rinvio e incitare le persone che hanno soggiornato in zone a rischio o che presentano sintomi di coronavirus a non partecipare alla sessione. Bisogna inoltre mettere a disposizione del gel disinfettante all’entrata dell’edificio.

Se l’Assemblea generale non ha luogo, non saranno possibili neanche il pagamento dei dividendi e le elezioni.

Domande e risposte: viaggi ed eventi

A causa della diffusione del coronavirus desidero annullare un viaggio prenotato. È possibile?

Se si dispone di un’assicurazione costi di annullamento è possibile cancellare un viaggio senza dover fronteggiare conseguenze economiche. Questo a patto che l’assicurazione preveda il rimborso dell’annullamento per epidemia o pandemia. Un’altra possibilità è che la Confederazione abbia emesso un avviso di viaggio per l’area in questione (maggiori informazioni sono disponibili qui) oppure che il luogo di vacanza non sia raggiungibile perché dichiarato, ad esempio, zona protetta. In questo caso l’organizzatore del viaggio o l’agenzia ha il dovere di rimborsare le spese, di rinviare il viaggio o di proporre un’alternativa. Annullare il viaggio a causa di un timore o disagio personale è possibile, ma in questo caso bisogna farsi carico dei costi.

A causa della pandemia il mio viaggio «tutto compreso» è stato annullato. Sarò rimborsato?

Generalmente gli operatori di viaggio hanno la possibilità di consegnare un voucher che permette di poter effettuare il viaggio in un momento successivo, di rimborsare le spese del viaggio o di rinviarlo. Se il viaggio che si effettuerà in un altro momento sarà più caro, non è necessario pagare nessun sovrapprezzo; se invece il viaggio risulta più conveniente, è l’organizzatore che deve pagare la differenza. Il cliente può scegliere se optare per il voucher o per il rimborso del viaggio. Vista l’attuale situazione possono tuttavia verificarsi ritardi e ai clienti è richiesto un certo grado di comprensione.

Ho prenotato le mie vacanze su Internet e pagato il volo, l’hotel, il noleggio auto ecc. a parte. Sarò rimborsato?

Rispetto ai viaggi «tutto compreso», ottenere il rimborso per le prenotazioni di questo tipo è più complicato. È infatti necessario richiedere e verificare separatamente le condizioni di annullamento per ciascun operatore. Se ad esempio i biglietti aerei sono stati acquistati presso Swiss, generalmente ci si può aspettare un rimborso. Questo dipende tuttavia dalle modalità di rimborso previste dal rispettivo operatore. Un biglietto per il quale non è previsto alcun rimborso sarà considerato annullato, a meno che non sia Swiss ad aver cancellato il volo. Il valore dei biglietti aerei emessi fino al 31 marzo 2020 e con data di volo confermata fino al 31 dicembre 2020 rimarrà invariato fino al 31 dicembre, anche se il passeggero non usufruisce del volo. Per quanto riguarda gli organizzatori di prenotazioni di hotel o le compagnie di noleggio auto, è anzitutto necessario chiarire se è previsto un rimborso totale o parziale, ma generalmente viene dimostrata un’ampia accondiscendenza. Per i titolari di assicurazioni costi di annullamento vale quanto segue: la persona assicurata deve sempre contattare per primo l’organizzatore e annullare il viaggio presso quest’ultimo, richiedendo una ricevuta dei costi di annullamento. L’assicuratore rimborsa la differenza, a condizione che si tratti di un evento assicurato. Alcuni assicuratori provvedono al rimborso anche se in base alle Condizioni generali d'assicurazione (CGA) non sarebbero obbligati a farlo.

Per timore ho provveduto ad annullare il mio viaggio già prima della crisi del coronavirus. Sono stato sfortunato oppure ora ho ancora diritto a un rimborso?

In questo caso le probabilità non sono molto favorevoli, poiché si applicano le condizioni di annullamento. Si consiglia di provare comunque a richiedere un rimborso, dal momento che alcuni organizzatori si stanno dimostrando più accondiscendenti del solito.

A cosa devo prestare attenzione se decido di organizzare o prenotare un viaggio adesso?

Vista l’incertezza della situazione attuale e degli sviluppi futuri, si consiglia di rinviare eventuali programmi di viaggio a un momento successivo. Per chi desiderasse prenotare un viaggio nonostante la situazione, l’alternativa è un viaggio «tutto compreso», poiché la protezione legale ai sensi della Legge federale concernente i viaggi «tutto compreso» offre maggiori garanzie. Se non si dispone ancora di un’assicurazione costi di annullamento, si può optare per un’assicurazione viaggio (offerta dalla maggior parte delle agenzie e degli organizzatori) al momento della prenotazione. È importante però dare un’occhiata alle clausole scritte in piccolo e verificare che sia compresa la copertura in caso di epidemia o pandemia.

Chi paga se rimango bloccato da qualche parte e non posso rientrare in Svizzera?

Sostanzialmente la responsabilità di organizzare il rientro spetta al singolo cittadino e con questo anche le spese aggiuntive di pernottamento e/o per il volo di ritorno. Nel caso di un viaggio «tutto compreso», le agenzie e gli organizzatori aiutano i loro clienti ad organizzare il viaggio di ritorno e in alcuni casi si assumono anche i costi per eventuali pernottamenti aggiuntivi.

Posso stipulare un’assicurazione viaggi adesso?

Sì, la stipulazione di un’assicurazione è sempre possibile. Tuttavia, la copertura assicurativa prevista dalla nuova polizza non comprende i viaggi prenotati prima della stipulazione. Generalmente, in caso di vacanze costose o per le persone che viaggiano frequentemente, stipulare un’assicurazione viaggi è sempre utile. Conviene però optare per un’assicurazione che copra anche i rischi di epidemia e pandemia.

Ho i biglietti per un evento che è stato annullato a causa del virus. Ho diritto a un rimborso?

È possibile che nel contesto dell’assicurazione viaggi i biglietti per eventi o manifestazioni fino a 500 franchi siano coperti, anche se non rientrano in un pacchetto viaggi vero e proprio. Inoltre, molti organizzatori hanno già annunciato che i biglietti continueranno a essere validi e sono alla ricerca di date alternative.

La cosa migliore è rivolgersi direttamente alla propria assicurazione oppure direttamente all’organizzatore della manifestazione, chiedendo se è possibile ottenere un rimborso del biglietto.

Se il rimborso non viene approvato, ci si può rivolgere tramite e-mail all’Associazione consumatrici della Svizzera italiana scrivendo all’indirizzo info@acsi.ch«, oppure utilizzando il modulo di contatto disponibile sul sito ufficiale.

L’assicurazione per biglietti, stipulabile per soli tre franchi al momento dell’acquisto, rimborsa il costo dei biglietti in caso di annullamento di una manifestazione per via del coronavirus?

Di norma l’assicurazione per biglietti rimborsa il prezzo del biglietto quando l’acquirente non può partecipare all’evento in seguito a una malattia improvvisa (ad esempio coronavirus), alla soppressione o al ritardo del mezzo di trasporto pubblico per recarsi al luogo della manifestazione oppure a un infortunio o guasto verificatosi durante il tragitto. Se l’evento viene annullato in seguito al divieto di manifestazioni pubbliche o private emesso dal Consiglio federale, il costo del biglietto non viene rimborsato ai sensi delle Condizioni generali di assicurazione.

Posso recarmi al mio appartamento vacanze in Ticino durante il weekend di Pasqua?

Il Consiglio federale ha esortato la popolazione a rimanere a casa e a non viaggiare, facendo appello al senso di responsabilità dei cittadini. Finora questo approccio ha funzionato bene e ha risparmiato alla popolazione il coprifuoco totale.

Domande e risposte: abitare e traslocare

Nonostante la crisi del coronavirus è ancora possibile traslocare? Comparis risponde a queste e ad altre domande di carattere immobiliare nell’articolo Abitare e traslocare.

Domande e risposte: ipoteche

Quali effetti sta avendo la crisi sui tassi d’interesse ipotecari? E quali cambiamenti potrebbe comportare a lungo termine per i prezzi immobiliari? Conviene investire negli immobili vista la situazione attuale? Comparis ha raccolto le domande e le risposte di carattere ipotecario nell’articolo Coronavirus e ipoteche.

Domande e risposte: mobilità

Posso guidare la mia auto durante la crisi del coronavirus?

Sì. Anzi, nell’attuale situazione l’auto è persino preferibile ai mezzi di trasporto pubblici. Si consiglia tuttavia di utilizzare la propria vettura il meno possibile per ridurre al minimo il rischio di incidenti e permettere così al personale sanitario di prendersi cura dei pazienti affetti da coronavirus. Se è necessario usare l’auto, si consiglia di viaggiare da soli o solo con persone con cui si sta generalmente in stretto contatto, per esempio singoli colleghi di lavoro o i membri della propria famiglia. Infatti, mantenere la distanza minima di due metri all’interno dell’auto non è fattibile. Laddove fosse necessario trasportare altre persone, può essere utile montare un pannello in plexiglas tra i sedili anteriori e quelli posteriori. Questo aiuta a interrompere la catena del contagio, il che a sua volta riduce la diffusione del coronavirus.

Chi guida con la mascherina di protezione deve assicurarsi che questa non limiti il campo visivo. Se a causa della mascherina si verifica un incidente, il conducente in questione rischia di essere citato in giudizio.

Posso ancora portare la mia auto in garage per la revisione periodica o una riparazione?

Sì, è possibile, dal momento che le officine restano aperte. Al contrario, gli show room hanno dovuto chiudere. Alcuni garage come AMAG hanno comunque provveduto a rafforzare le misure di prevenzione, ricoprendo volanti, pomelli del cambio e sedili con del materiale protettivo. Alla consegna del veicolo e delle chiavi si cercano modi alternativi per evitare un contatto troppo ravvicinato tra il garagista e il proprietario dell’auto. Inoltre, è previsto un ampliamento dell’offerta dei servizi di consegna e ritiro.

Attenzione però, per evitare tempi di attesa prolungati, si consiglia di contattare la propria officina prima di recarsi sul posto e fissare un appuntamento.

Prossimamente avrò bisogno di un’auto. Quali sono le mie possibilità?

Chi in questo momento ha bisogno rapidamente di un’auto e solo per un breve periodo può optare per un abbonamento auto, il quale prevede l’utilizzo della vettura a un prezzo mensile fisso, inclusi assicurazione, controllo periodico, riparazioni, imposte, sostituzione degli pneumatici e persino la vignetta autostradale. Inoltre, rispetto al leasing l’abbonamento auto vincola l’utente solo per una durata minima, e con questo per un tempo relativamente breve. Se quindi tra uno o due mesi non si ha più bisogno della vettura, è possibile restituirla con un preavviso di 30 giorni. Attualmente gli offerenti di abbonamenti auto consegnano le vetture noleggiate a domicilio. Un servizio, questo, che presso Carify e Hertz è compreso nel prezzo.

Se invece si ha bisogno di una vettura solo per pochi giorni, i noleggiatori tradizionali sono la soluzione migliore.

Domande e risposte: finanze e previdenza

Per quale motivo i mercati azionari registrano perdite pesanti a causa del coronavirus?

Gli effetti negativi del coronavirus sull’economia globale sono ogni giorno sempre più gravi. A rendere la situazione ancora più critica è che questa crisi sta affliggendo un’economia già in difficoltà. La Segreteria di Stato dell’economia (SECO) prevede che l’economia svizzera cadrà in recessione quest’anno. L’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) ha già rivisto le sue stime, riducendo la previsione di crescita globale per il 2020 di mezzo punto percentuale al 2,4%. Nel peggiore dei casi, l’OCSE prevede addirittura un calo all’1,5%. Ciò si ripercuoterà sulle proiezioni degli utili delle imprese e farà scattare numerosi allarmi per perdita di guadagno. Tutto questo crea insicurezza tra gli investitori, ed è noto che incertezze di questo tipo sono veleno per i mercati. Nelle prossime settimane ci si aspetta un’instabilità sui mercati azionari ancora maggiore. La maggior parte degli economisti prevede effetti di recupero significativi nella seconda parte dell’anno e nell’anno a venire, a patto che la pandemia di coronavirus si fermi.

Ho investito il denaro del mio pilastro 3a in azioni che ora hanno perso valore. Dovrei venderle adesso?

È risaputo che gli investimenti in azioni producono rendimenti migliori nel lungo termine rispetto ad altre forme di investimento, come ad esempio il classico conto risparmio. Anche in passato i mercati hanno registrato perdite significative, ma con il tempo sono sempre stati in grado di riprendersi. A chi ha investito denaro in un orizzonte temporale di lungo periodo si consiglia di non reagire in modo affrettato ora. Tra l’altro, chi mette regolarmente da parte piccoli importi riesce a bilanciare meglio le fluttuazioni dei prezzi. Gli esperti lo chiamano effetto del costo medio. In altre parole: si acquistano più azioni durante i periodi in cui si registra un calo del corso azionario rispetto a quelli in cui si verifica un aumento. Questo consente di ridurre il rischio di scegliere un momento di ingresso sbagliato e di pagare un prezzo troppo alto per l’intero patrimonio investito.

Domande e risposte: tecnologia digitale

Posso ancora guardare Netflix e simili anche se le reti Internet saranno sovraccariche perché tutti devono rimanere a casa?

Netflix e altri provider sono solitamente preparati a un improvviso e drastico aumento di traffico. Per questo diversi grandi provider come Swisscom dispongono di server propri in cui sono salvati tutti i contenuti Netflix, il che va ad alleggerire le reti a livello mondiale.

È vero che a causa del coronavirus non posso più comprare un nuovo smartphone?

I tempi di attesa per ricevere, ad esempio, un nuovo smartphone ordinandolo presso i principali produttori o rivenditori sono ancora relativamente brevi, ma la situazione potrebbe presto cambiare. Digitec Galaxus, per citare il rivenditore online più affermato in Svizzera, ha già provveduto a informare gli utenti su possibili ritardi nella consegna. Dobbiamo quindi prepararci a tempi di attesa più prolungati: molte fabbriche sono rimaste ferme o lo sono ancora; ci sono navi bloccate nei porti e alcune non possono nemmeno scaricare la merce trasportata.

Posso ancora fare acquisti su Wish o AliExpress?

Poiché il 90% dei componenti elettronici viene prodotto in Cina, la crisi del coronavirus ha un forte impatto sul mondo globalizzato. Il portale Wish, noto per la vendita di prodotti a basso costo importati direttamente dalla Cina, ha già annunciato tempi di consegna di diverse settimane.

Ogni quanto devo pulire il mio smartphone?

Sullo schermo del nostro telefonino, che tocchiamo centinaia di volte al giorno, si depositano molti germi e batteri. È quindi importante pulire regolarmente il cellulare, in particolare in questo periodo, almeno una o due volte al giorno. La cosa migliore è inumidire un panno con dell’acqua calda con qualche goccia di detersivo e pulire delicatamente il telefono, quindi asciugarlo con un panno asciutto e spruzzare un po’ di spray disinfettante. Ricordarsi di non utilizzare detersivi troppo aggressivi, altrimenti si rischia di rimuovere il rivestimento anti-grasso del display.

In generale, le regole sono le seguenti:

  • Evitare di appoggiare il cellulare su superfici sporche e ricoperte di batteri, come ad esempio quelle dei bagni o dei tavolini del treno.
  • Non dimenticare di lavarsi le mani prima di utilizzare il cellulare.

Altre domande e risposte

I miei animali domestici (cani, gatti ecc.) possono contrarre il coronavirus?

Finora la trasmissione del virus tra gatti e cani non è ancora stata dimostrata. Gli scienziati ritengono tuttavia che il rischio sia molto ridotto. È possibile che un animale domestico che vive nella stessa abitazione di una persona infetta possa essere contagiato o contaminato dal virus. Gli animali stessi non sviluppano tuttavia nessun sintomo della patologia, cioè non si ammalano.

L’UFSP consiglia a tutti i proprietari di animali domestici in isolamento in casa di evitare il contatto con questi ultimi e di affidarne la custodia a una persona sana. I cani e gatti in un’economia domestica in quarantena non necessitano di bagni o disinfezioni particolari. Per tutti vale quanto segue: assicurarsi di lavarsi le mani dopo ogni contatto con un animale.

Se l’asilo nido chiude, devo continuare a pagare la retta?

In generale si applica il principio seguente: chi non beneficia di un servizio non deve pagare nulla. In ogni caso, occorre analizzare il caso specifico per stabilire se si deve pagare una retta o meno. Si consiglia di parlarne direttamente con l’asilo nido in questione o di rivolgersi alla «Federazione svizzera delle strutture d’accoglienza per l’infanzia». Sul sito sono disponibili varie informazioni relative al coronavirus.

Posso ancora acquistare i prodotti necessari per il mio giardino come materiale, piantine, sementi e così via?

La vendita di materiale da giardinaggio è consentita se si soddisfano le seguenti condizioni:

  • l’ordine deve essere consegnato direttamente al cliente finale;
  • al ritiro del materiale presso il giardiniere o il centro di giardinaggio, non è consentito entrare negli spazi commerciali;
  • non è consentito effettuare un ordine all’interno dei locali del fornitore.

Vanno in ogni caso rispettate le disposizioni igienico-sanitarie e le raccomandazioni dell’UFSP nonché la distanza sociale («social distancing»).

Link più importanti sulla situazione attuale

  • UFSP: informazioni attuali
  • Su questa pagina l’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) pubblica ogni giorno gli aggiornamenti sullo stato di diffusione del coronavirus e sulle misure per contrastarlo.

  • DFAE: informazioni sui viaggi
  • Chi sta pianificando un viaggio può informarsi sulla pagina del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) in merito alla situazione attuale nel paese di destinazione. Sul sito è disponibile un contributo sul nuovo coronavirus.

  • OMS: situazione globale
  • L’Organizzazione mondiale della sanità raccoglie su un dashboard tutte le informazioni relative alla diffusione del coronavirus. Vengono così forniti i dati più attuali sul numero di persone infette e decessi.