Il contesto di tassi bassi minaccia di divorare un terzo dei fondi delle casse pensione dei giovani lavoratori

Previsioni di Comparis sull’andamento del 2° pilastro


La politica dei tassi bassi potrebbe avere effetti devastanti sulla previdenza per la vecchiaia dei più giovani. È quanto evidenziano le previsioni di Comparis sull’evoluzione del 2° pilastro. «In un contesto caratterizzato ancora a lungo da tassi bassi, chi oggi ha trent’anni perderà un terzo del suo avere della cassa pensione» avverte l’esperto di finanze di Comparis Leo Hug.

Zurigo, 28 agosto 2019 – Il contesto di tassi bassi, che da dieci anni domina la scena economica, getta ombre lunghe sul futuro. Questo è quanto emerge dalla recente analisi di comparis.ch, che ha preso in esame l’andamento degli averi delle casse pensione partendo da varie ipotesi di rendimento.

Rendimenti giù di un punto solo negli ultimi dieci anni

Nell’ultimo decennio, i rendimenti degli averi previdenziali hanno segnato un calo molto forte. Secondo i calcoli di Comparis, dall’introduzione del regime obbligatorio della previdenza professionale nel 1985 il rendimento annuale reale medio degli averi delle casse pensione è del 3,6%. Dal 2008 il rendimento reale che si ottiene sull’avere della cassa pensione è ormai sceso al 2,8%.

Varie decine di migliaia di franchi in meno per la vecchiaia

Le prospettive per il futuro sono ancora peggiori: per calcolare gli averi di vecchiaia disponibili in futuro Comparis ha definito tre scenari di rendimento per un individuo che oggi ha trent’anni e un reddito annuo assicurato di 80’000 franchi fino all’età pensionabile ordinaria.

In base alla situazione dei tassi pre-crisi finanziaria, vale a dire un rendimento reale medio del 3,6%, un trentenne che oggi inizia a lavorare potrebbe quindi farsi liquidare un avere della cassa pensione di 687’000 franchi al raggiungimento dell’età pensionabile. Partendo da un rendimento reale medio a livelli post-crisi finanziaria (2,8%), resterebbero solo 599’000 franchi. Si tratta di un calo del 13%.

La rendita reale rimane bassa

«Per i prossimi anni, nemmeno una rendita del 2,8% è realistica», afferma l’esperto di finanze di Comparis Leo Hug. Questo perché dopo la crisi finanziaria i mercati finanziari hanno tratto particolarmente beneficio dal calo dei tassi d’interesse. Le iniezioni di capitale dalle banche centrali non hanno mai raggiunto davvero l’economia reale. Il denaro è finito nei mercati finanziari e ha causato, tra le altre cose, un boom azionario.

«Si è trattato di un effetto straordinario. Difficilmente i tassi potranno ora dare nuovi impulsi ai mercati finanziari», avvisa Hug. «L’elevato indebitamento pubblico a livello globale costringe sempre di più le banche centrali a tenere bassi i tassi.» Questa valutazione si riflette anche nei rendimenti bassi, in parte addirittura negativi, dei titoli di Stato a lunga scadenza: i titoli della Confederazione a 30 anni rendono ancora il -0,55%. I Bund tedeschi in euro della stessa durata hanno un rendimento negativo del -0,1%. Anche i rendimenti dei Treasuries statunitensi a 30 anni sono al minimo storico del 2,0%. «Perciò, anche il tasso d’interesse sul capitale LPP resterà basso ancora a lungo», prevede Hug.

L’esperto di finanza di Comparis ritiene che i fondi delle casse pensione avranno un rendimento reale a lungo termine dell’1,2%. Chi oggi ha trent’anni, quindi, al raggiungimento dei 65 anni avrà risparmiato un avere della cassa pensione di soli 463’000 franchi, vale a dire un terzo della rendita media del capitale della CP dall’introduzione del regime obbligatorio delle casse pensione.

«Questo a condizione che nel frattempo non ci siano altre ridistribuzioni dai lavoratori ai pensionati. Altrimenti, la situazione per i giovani sarebbe ancora peggiore», aggiunge Hug.

Sempre più importante il risparmio privato complementare

Diventa quindi sempre più necessaria la previdenza privata. Il calo del capitale della cassa pensione dovuto ai tassi bassi ammonta a 224’000 franchi. Secondo i calcoli di Comparis, per compensarlo chi ha oggi trent’anni e 80’000 franchi di salario assicurato dovrebbe versare circa 5’000 franchi in aggiunta nel pilastro 3a che offre vantaggi fiscali. Il fabbisogno previdenziale supplementare è pari quindi a circa un terzo dell’importo massimo soggetto ad agevolazioni fiscali nel pilastro 3a, ossia 6’826 franchi.

Rendere flessibile il pilastro 3a

«Chi se lo può permettere dovrebbe poter compensare l’avere di vecchiaia ridotto con un pilastro 3a più flessibile», propone Hug, che vede la mozione proposta dal consigliere agli Stati Erich Ettlin come un passo nella direzione giusta: Ettlin chiede che tutti quelli che hanno un reddito AVS e in passato non sono riusciti a versare contributi nel pilastro 3a o hanno versato solo importi parziali possano compensare a determinate condizioni gli importi mancanti e detrarre questi contributi dal reddito imponibile. Comparis sostiene la proposta che vuole consentire di effettuare riscatti nel pilastro 3a come già si può fare per la cassa pensione.

Ogni anno massimo 11’800 franchi nel pilastro 3a

Una riforma del pilastro 3a dovrebbe però includere anche un aumento dei versamenti massimi consentiti nel pilastro 3a. «Considerando le rendite bassi delle casse pensione, gli impiegati dovrebbero poter versare massimo 11’800 franchi all’anno nel 3° pilastro, vale a dire 6’826 franchi per il risparmio previdenziale volontario 3a attuale, più 5’000 per compensare gli effetti degli interessi compositi sul capitale della cassa pensione che vanno persi», propone Hug. Per spiegare questo disegno aggiunge: «Con un aumento di 5’000 franchi dei versamenti massimi nel pilastro 3a, i giovani lavoratori ottengono le stesse opportunità di previdenza con vantaggi fiscali di cui usufruiscono i babyboomer.»

Metodologia

La base dell’analisi sono i bilanci delle casse pensione rilevati dall’Ufficio federale di statistica a novembre 2018. Il calcolo dell’andamento del patrimonio previdenziale svolto da comparis.ch si basa sul rendimento del capitale indicato nelle statistiche generali delle casse pensione e sulla variazione del valore attuale (1986 - 2016) (https://www.bsv.admin.ch/bsv/de/home/sozialversicherungen/ueberblick/grsv/statistik.html). I calcoli si basano su un salario annuo assicurato di 80’000 franchi.

* dati aggiornati il 27 agosto 2019

Direttive per gli investimenti delle casse pensione

Le casse pensione non possono investire a piacimento i patrimoni loro affidati. I limiti delle loro strategie d’investimento sono definiti nella OPP 2, articoli 50-57. Nell’ordinanza, tuttavia, si stabilisce anche che in alcuni casi è possibile superare le percentuali massime. Secondo i risultati dello Studio sulle casse pensione 2019 della Swisscanto Previdenza SA, commissionato dall’Associazione svizzera delle Istituzioni di previdenza (ASIP), nel 2018 le casse pensione avevano investito circa il 30% del loro patrimonio in azioni e la stessa quota in obbligazioni. Circa un quarto era investito in immobili. La liquidità era inferiore al 6%. Il resto era investito in investimenti speciali, materie prime o prestiti.

Maggiori informazioni
Leo Hug
Esperto Finanze
Telefono: 079 687 83 93
E-Mail: media@comparis.ch
comparis.ch

 

Chi è comparis.ch
Con oltre 100 milioni di visite all’anno, comparis.ch è uno dei siti web svizzeri più utilizzati. L’azienda confronta tariffe e prestazioni di casse malati, assicurazioni, banche e gestori di telefonia e presenta la più grande offerta online di auto e immobili in Svizzera. Grazie ad ampi confronti e valutazioni esaustive, Comparis porta trasparenza sul mercato, rafforzando così il potere decisionale dei consumatori. Fondata nel 1996 dall’economista Richard Eisler, l’impresa con sede a Zurigo oggi conta circa 180 dipendenti.

 

Contatto

Relazioni con i media
Tel +41 44 360 53 91
E-Mail media@comparis.ch

Documentazione