Imposte

Gli introiti della tassa sui cani sono aumentati di oltre il 50% in dieci anni

ANALISI
| Di Leo Hug |
Foto: iStock.com / Capuski

Lo stato ha scoperto i proprietari di cani: in dieci anni, gli introiti della tassa sui cani sono aumentati di oltre la metà, per un totale di più di 50 milioni di franchi. Questo è quanto emerge da un’analisi di Comparis. Nel comune di Uster, i proprietari di cani sono arrivati a pagare quasi il triplo della tassa applicata a Bellinzona. A Basilea l’imposta è diventata particolarmente salata per chi possiede un secondo cane.

Il servizio di confronto internet comparis.ch ha analizzato la tassa sui cani nei capoluoghi dei cantoni e nelle maggiori città della Svizzera. I risultati mostrano differenze enormi: Bellinzona è la città che impone la tassa più bassa (70 franchi), mentre Uster è quella con la tassa più alta (200 franchi). Ma in termini di generosità nei confronti dei proprietari di cani non brillano neanche Winterthur, Zurigo e Glarona.

«Evidentemente alcuni comuni cercano di controllare la popolazione canina con una tassazione progressiva sui cani. Spesso sul secondo cane applicano una tariffa doppia», osserva Leo Hug, esperto di finanze presso Comparis. La situazione è particolarmente infelice a Basilea: per il secondo cane, il comune chiede 320 franchi.

Forte aumento delle entrate fiscali

Negli ultimi anni, il fisco ha decisamente stretto la morsa sui proprietari di cani. Nel 2017 cantoni e comuni hanno incassato 50,5 milioni di franchi tramite l’imposta sui cani. Dieci anni prima la cifra era di appena 33,2 milioni di franchi. Si tratta perciò di un aumento del 52%. Questo non può dipendere dal numero dei cani, poiché nello stesso arco di tempo la popolazione canina è cresciuta solo del 12%, arrivando così a un totale di 551’000 cani.

Nel contesto delle rispettive linee guida cantonali, i comuni possono applicare imposte sui cani, i comuni possono applicare imposte sui cani. Queste tasse vengono utilizzate in parte per lo smaltimento separato degli escrementi canini, pratica ormai comune da vent’anni. Possono tuttavia servire anche servire per scopi che con i cani non hanno nulla a che vedere. I comuni devono poi versare ai cantoni una parte degli introiti derivanti da questa tassa, che nel 2017 è stata pari a 10,1 milioni di franchi o al 20%. Sfortunatamente non sono disponibili dati più recenti.

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Esente dalle tasse la maggior parte dei cani con compiti speciali

L’imposta non riguarda comunque tutti i cani: di norma sono esentati quelli antivalanga e quelli da catastrofe, così come i cani di servizio e quelli che accompagnano i disabili. Molti comuni prevedono agevolazioni per i cani da guardia delle fattorie. Lucerna, ad esempio, offre uno sconto per i cani che proteggono le case isolate.