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Indice dei prezzi al consumo: come si evolvono i prezzi in Svizzera?

L'olio combustibile costa circa il 31% in più rispetto a un anno fa. I vestiti sono diventati nettamente più economici rispetto al mese precedente. Comparis mostra come si evolvono i prezzi dei beni di uso quotidiano nel 2026.

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Nicolas Mürset

20.08.2026

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Banconote svizzere con riscaldamento sullo sfondo

iStock / Andrzej Rostek

1.Indice dei prezzi al consumo: come si sono evoluti i prezzi?
2.Olio combustibile più caro, abiti e calzature più convenienti
3.Inflazione: panoramica dei prezzi nel paniere svizzero
4.Confronto a lungo termine: cosa è diventato più costoso e cosa è diventato più economico negli ultimi 20 anni?
5.Chi percepisce di più il rincaro in Svizzera?
6.Qual è l’andamento dell’indice dei prezzi al consumo e dell’indice nazionale dei prezzi al consumo?

1. Indice dei prezzi al consumo: come si sono evoluti i prezzi?

L’indice dei prezzi al consumo di Comparis misura inflazione percepita. Ecco gli andamenti a luglio 2026:

Da giugno 2026

  • i prezzi dei beni di uso quotidiano in Svizzera sono diminuiti in media dello 0,1%.

Nell’ultimo anno

  • i prezzi dei beni di uso quotidiano sono aumentati in media dello 0,4%.

Il calo rispetto al mese precedente è dovuto principalmente ai saldi di fine stagione. Abiti e calzature sono diventati nettamente più convenienti.

L’indice dei prezzi al consumo di Comparis in collaborazione con il Centro di ricerca congiunturale (KOF) del Politecnico federale di Zurigo (ETH) misura ogni mese l’inflazione effettivamente percepita.

L’indice considera esclusivamente l’andamento dei prezzi dei beni consumati regolarmente dalla popolazione. Prende in considerazione diverse tipologie di economie domestiche, fasce di reddito e regioni linguistiche. I fattori di contenimento dell’inflazione come gli affitti o i beni durevoli non vengono inclusi nel tasso di inflazione.

L’IPC è stato ristrutturato all’inizio del 2026 e ora comprende 13 categorie principali. Le novità sono le assicurazioni e i servizi finanziari. Continua a non considerare grandi voci di spesa come i premi delle assicurazioni sociali o le imposte dirette.

2. Olio combustibile più caro, abiti e calzature più convenienti

Gli aumenti di prezzo più marcati rispetto al mese precedente

  • Energia per il riscaldamento (gas, olio combustibile, legna e teleriscaldamento): +3,7%. L’olio combustibile costa circa 31% in più rispetto a un anno fa.

  • Settore paralberghiero: +19,7%*. Vi rientrano gli appartamenti di vacanza, gli alloggi collettivi e i campeggi.

  • Altri servizi per il trasporto individuale: +8,9%*. Il solo noleggio auto e il car sharing costano 26,7%* in più rispetto a giugno.

  • Liquori e aperitivi: +5,2%*

L’impennata nel settore paralberghiero è stagionale. Nell’alta stagione estiva, si assiste a un forte aumento della domanda e a un’offerta limitata. Dopo l’alta stagione, la situazione dovrebbe tornare a calmarsi.

Per quanto riguarda le auto a noleggio, conviene adottare una prospettiva più ampia: rispetto a luglio 2025, i prezzi sono scesi del 12,9%* diminuita.

Il nuovo aggravarsi della situazione in Medio Oriente ha provocato forti fluttuazioni del prezzo dell’olio combustibile. Sebbene negli ultimi 3 mesi l’olio combustibile sia diventato più economico del 7,4%*, costa ancora circa il 31% in più rispetto a un anno fa. Per una stabilizzazione duratura dei mercati del greggio sarebbe necessaria una distensione permanente della situazione, cosa che al momento non sembra possibile.

Dirk Renkert Foto
Dirk Renkertesperto Comparis in immobili e finanze

Il calo dei prezzi più marcato rispetto al mese precedente

  • Indumenti da donna: - 11,0%*

  • Indumenti da uomo: - 7,4%*

  • Calzature da donna: -6,4%*

  • Calzature da uomo: -5,9%*

Alla fine della stagione estiva, i magazzini devono fare spazio alla nuova collezione. Questo, insieme all’elevata pressione concorrenziale, si traduce in sconti significativi. Per le consumatrici e i consumatori si presentano quindi interessanti opportunità di acquisto.

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Dirk Renkertesperto Comparis in immobili e finanze

Consigli: come superare la stagione del riscaldamento spendendo meno

  • Confrontare i prezzi dell’olio combustibile: I prezzi variano notevolmente a seconda dell’offerente. Richiedere diverse offerte. Prestare attenzione anche ai costi di consegna, alle quantità minime e ai supplementi.

  • Verificare l’ordine cumulativo: Ordinare insieme ai vicini. A seconda dell’offerente, quantità maggiori comportano condizioni migliori. Per le case unifamiliari, un acquisto in gruppo conviene particolarmente.

  • Pianificare per tempo: Seguire l’andamento dei prezzi prima che il serbatoio sia quasi vuoto. In questo modo si ha un margine di manovra più ampio al momento dell’ordinazione.

  • Non aspettare il prezzo più basso: I prezzi dell’olio combustibile dipendono dal prezzo del petrolio greggio, dal tasso di cambio e dai costi di trasporto. È quasi impossibile prevedere in modo affidabile il momento più conveniente.

  • Verificare il riscaldamento per tempo: Già una temperatura ambiente leggermente più bassa riduce notevolmente i consumi. Chi in inverno non riscalda gli ambienti a una temperatura superiore a 22 gradi risparmia energia e costi.

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Risparmiare energia: come fare?

Risparmiare energia in casa fa bene al clima e al portafoglio. Ma come fare? Comparis offre consigli su come risparmiare energia in un’abitazione in affitto.

3. Inflazione: panoramica dei prezzi nel paniere svizzero

Ecco l’andamento dei prezzi di diversi prodotti e servizi (il grafico è interattivo):

4. Confronto a lungo termine: cosa è diventato più costoso e cosa è diventato più economico negli ultimi 20 anni?

Comparis ha confrontato i prezzi di luglio 2006 con quelli di luglio 2026. L’aumento maggiore lo registrano giornali e riviste del 74,2%*. Come termine di paragone, nello stesso periodo l’indice nazionale dei prezzi al consumo è aumentato del 10,2%*.

Anche questi beni sono diventati nettamente più costosi negli ultimi 20 anni:

  • Elettricità: +63,0%*

  • Energia per il riscaldamento (gas, olio combustibile, legna e teleriscaldamento): +56,1%

  • tabacchi: +55,8%*

  • Servizi finanziari: +46,7%*

L’impressione che tutto stia diventando più costoso è però in parte fuorviante. Oggi diversi beni di uso quotidiano costano molto meno rispetto a 20 anni fa:

  • Farmaci e mezzi ausiliari: -41,7%*

  • Piccoli elettrodomestici: -39,9%*

  • Apparecchi elettrici per l’igiene personale: -29,9%*

  • Supporti video e audio: -29,0%*

5. Chi percepisce di più il rincaro in Svizzera?

Non tutte le economie domestiche percepiscono il rincaro allo stesso modo. Il comportamento dei consumatori varia a seconda dell’età, del reddito e della regione.

Per tipo di economia domestica

  • Le coppie a partire da 65 anni senza figli percepiscono il rincaro più elevato: + 0,5% rispetto all’anno precedente. A luglio, però, il costo della vita per loro è diminuito (-0,2%).

  • Coppie con figli risentono meno dell’inflazione. Negli ultimi dodici mesi è stata pari a +0,3%, il loro livello dell’indice è di 109,8.

In base al reddito

  • La fascia di reddito più bassa è la più colpita: + 0,5% rispetto all’anno scorso. A luglio i prezzi per questa categoria sono diminuiti dello 0,1%.

  • La fascia di reddito più alta risente meno del rincaro: + 0,3% rispetto all’anno scorso. Anche per questa fascia di reddito, a luglio i prezzi dei beni consumati sono diminuiti dello 0,1%.

Per regione linguistica

  • Svizzera tedesca: + 0,4% rispetto all’anno precedente. A luglio il livello dei prezzi è sceso dello 0,1%.

  • Svizzera italiana: + 0,3% rispetto all’anno scorso. A luglio il costo della vita è aumentato dello 0,1%.

6. Qual è l’andamento dell’indice dei prezzi al consumo e dell’indice nazionale dei prezzi al consumo?

Il rincaro percepito negli ultimi anni è stato superiore rispetto al rincaro secondo l’indice nazionale dei prezzi al consumo (indice nazionale dei prezzi al consumo) dell’Ufficio federale di Statistica (UST).

Ecco l’andamento dell’indice a confronto.

Le cifre contrassegnate con un (*) sono state calcolate direttamente dall’Ufficio federale di statistica (indice nazionale dei prezzi al consumo/UST) o si basano sulle cifre dell’indice nazionale dei prezzi al consumo/UST.

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Articolo pubblicato per la prima volta in data 30.05.2022

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