Salute e prevenzione

Canapa medica

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Cannabidiolo: legale, ma non ancora coperto dall'assicurazione di base o complementare.

Uno studio finanziato dall'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) dimostra che il principio attivo della cannabis, il cannabidiolo (CBD), ha caratteristiche curative. Risulta particolarmente efficiente per la cura di dolori, crampi muscolari in caso di sclerosi multipla o per combattere gli effetti collaterali nella cura del cancro e dell’AIDS. Tuttavia, chi desidera assumere farmaci a base di cannabis per alleviare questi sintomi, deve far ricorso ai propri risparmi: questi medicinali non sono infatti coperti dalla cassa malati.

In Svizzera i pazienti che dipendono da medicamenti a base di cannabis per il trattamento dei loro problemi di salute devono farsi rilasciare un’autorizzazione dell’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP). Questa deve essere richiesta dal medico curante e viene concessa soltanto se prima altri medicinali non sono stati di aiuto. I farmaci di medicina alternativa possono essere prescritti dal medico, ma solo quando tutti gli altri preparati chimici non sono stati efficaci.

Tutto ciò in realtà è in contraddizione con il principio della Legge federale sull’assicurazione malattia (LAMal), secondo cui la medicina soggetta a rimborso deve rispondere ai criteri di efficacia, appropriatezza ed economicità. Oggettivamente, medico e paziente dovrebbero poter decidere insieme in merito all’utilizzo di un determinato medicinale, a prescindere dal fatto che in precedenza siano stati o meno già tentati altri mezzi di cura. Secondo l’esperto di cassa malati di comparis.ch tutto il resto si traduce in pura burocrazia, freno all’innovazione e ostacolo a quella concorrenza tanto necessaria per metodi di cura il più possibile efficienti e di qualità eccellente.

I medicinali a base di cannabis efficaci fanno parte dell’assicurazione di base

Se è stato dimostrato che un medicamento è efficace, appropriato ed economico, deve essere inserito nell’assicurazione di base obbligatoria. Questo è quanto sancisce la LAMal. Tali criteri devono valere anche per i medicinali a base di cannabis, che devono quindi essere inseriti nel catalogo delle prestazioni.

Tuttavia, attualmente non vengono ancora pagati dall’assicurazione di base neanche quei medicinali a base di canapa la cui efficacia è stata comprovata e a cui l’UFSP ha già concesso l’autorizzazione. Quindi, se il paziente decide di avvalersi di questa metodologia terapeutica, deve assumere i costi di tasca propria.

Finché l’UFSP non avrà chiarito la situazione dubbia che si è venuta a creare con il cannabidiolo, è bene fare attenzione prima di utilizzare questi medicinali. A quanto pare, comunque, l’apertura della Svizzera in questa direzione è solo una questione di tempo.