Crediti privati

Credito privato: 5 consigli per richiedere un prestito

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Chi vuole stipulare un credito privato farebbe meglio a confrontare le condizioni degli offerenti in quanto il risparmio può essere molto elevato. Foto: iStock

Un credito privato rappresenta un’interessante possibilità di finanziamento: a una persona su tre in Svizzera è già capitato di servirsene. In particolare, i crediti vengono spesso utilizzati per effettuare acquisti non programmati o superare difficoltà finanziarie temporanee. Tuttavia, non si dovrebbe firmare un contratto di credito troppo in fretta: si incorre infatti quasi sempre negli stessi errori che portano poi a sgradevoli sorprese.

Secondo un sondaggio di comparis.ch, due terzi degli svizzeri pensano che tali crediti possano rappresentare un vero e proprio aiuto. Una scelta troppo affrettata può però portare a problemi (spesso di carattere finanziario). Come si possono evitare? Ecco cinque consigli per non cadere in errore.

  • Non lasciarsi abbagliare dai prezzi di richiamo

    Alcuni istituti di credito che fanno pubblicità con bassi tassi d’interesse spesso li utilizzano in modo inappropriato come esca. La maggior parte delle banche pubblicizza tassi d’interesse che in realtà, però, vengono concessi soltanto a un minimo numero di clienti. Al momento viene fatta pubblicità per tassi d’interesse a partire dal 4,5 per cento, quando poi alla fin fine la maggior parte dei clienti paga interessi in un range compreso tra il 7,9 e il 9,9 per cento. Solo i richiedenti di un credito con una solvibilità estremamente elevata ottengono le condizioni di tasso migliori. Più la concessione di un credito risulta pericolosa per un istituto finanziario, maggiore è il tasso imposto.

  • Evitare richieste di credito affrettate

    Dato che i costi per i crediti privati possono risultare relativamente onerosi, di certo conviene confrontare le condizioni degli istituti di credito. Il potenziale di risparmio può essere davvero considerevole. Innanzitutto è importantissimo valutare nel modo corretto la solvibilità e la capacità di rimborso personali prima ancora di inoltrare una richiesta di credito. Tutte le richieste di credito, infatti, vengono comunicate alla Centrale per informazioni sul credito (ZEK). Se un credito viene rifiutato nell’ambito della verifica della solvibilità, le note negative restano salvate per due anni e sono accessibili per ogni banca. Chi ha ricevuto un rifiuto in passato incontrerà sempre maggiori difficoltà a beneficiare di un interesse più vantaggioso o addirittura ricevere un credito. Quindi è meglio evitare richieste di credito precipitose senza chiarimenti preliminari se non si vogliono ridurre le proprie possibilità di ottenere un credito (conveniente). Eventualmente è consigliabile ricorrere a una consulenza indipendente.

  • Non optare per una durata troppo corta

    Anche i pagamenti tardivi degli interessi debitori vengono comunicati alla ZEK. Una qualsiasi nota registrata alla ZEK ha un impatto negativo sull’affidabilità creditizia e, in futuro, può limitare la concessione di un credito se non addirittura renderla impossibile. Inoltre, in caso di ritardo nei pagamenti, si presentano interessi di mora che rendono il credito ancora più caro. Dato che in qualsiasi momento è possibile rescindere un contratto di credito e rimborsare in anticipo l’importo dovuto, non si dovrebbe calcolare una durata troppo corta. Contrariamente a ciò che si pensa di solito, il credito non diventa per forza più caro, in quanto, nel caso di un rimborso anticipato, gli interessi ancora da pagare non devono più essere versati. Con una durata più lunga ci si mette al riparo riducendo il rischio di non essere in grado di rimborsare i tassi d’interesse. La durata ottimale dipende chiaramente da quanto la persona che richiede un credito è pronta ad assumersi il rischio.

  • Verificare con attenzione la necessità di un’assicurazione contro il rischio d’insolvenza

    In genere gli istituti finanziari suggeriscono ai loro clienti di stipulare un’assicurazione contro il rischio d’insolvenza, una copertura che dovrebbe proteggere i beneficiari di un credito nel caso in cui non fossero più in grado di saldare gli interessi debitori a causa di eventi imprevisti come malattia o disoccupazione. Di per sé l’idea non è malvagia: i pericoli sono però in agguato. Molte persone che stipulano un credito non sanno esattamente quali siano le prestazioni coperte dall’assicurazione contro il rischio d’insolvenza. Prima di stipulare un’assicurazione di questo tipo è quindi indispensabile verificare se sia davvero necessaria e se, nella propria situazione, coprirebbe effettivamente il rischio. Le assicurazioni di questo genere infatti, da un lato, implicano tasse aggiuntive e, dall’altro, prevedono spesso termini di attesa che, pur avendo sottoscritto un’assicurazione, possono creare difficoltà economiche al beneficiario del credito. In certi casi non è possibile coprire il pagamento delle rate nonostante la presenza di un’assicurazione contro il rischio d’insolvenza.

  • Evitare gli offerenti poco seri

    Una conseguenza della riduzione del tasso di interesse massimo per i crediti privati è l’inasprimento dei criteri di valutazione della solvibilità. Così clienti con un profilo di rischio sfavorevole, che prima avrebbero ricevuto un credito, ora sono esclusi dal mercato. Ciò riguarda soprattutto genitori single, beneficiari di alimenti, pensionati o stranieri con un permesso di soggiorno a tempo determinato. Questa clientela ripiega di conseguenza sempre più spesso su offerenti poco seri. I numerosi annunci di credito alquanto sospetti che invadono il web sono la prova che questo pericolo è tutt’altro che remoto. Per mettersi al riparo da spiacevoli sorprese, chi sta cercando un credito dovrebbe stare ben alla larga da quegli offerenti che richiedono tasse già prima della concessione. La Legge sul credito al consumo (LCC) lo vieta chiaramente. Un altro indizio di dubbia professionalità da parte dell’offerente è la concessione di crediti immediati. La legge prevede un termine d’attesa di 14 giorni prima della liquidazione di un credito. Il legislatore mira in questo modo a evitare che vengano stipulati crediti in modo affrettato. Anche molti di quegli istituti finanziari che garantiscono crediti in presenza di note negative presso la ZEK e procedimenti esecutivi rientrano nel gruppo delle pecore nere.

Riassumendo: in linea di massima un credito privato rappresenta un’interessante possibilità di finanziamento che permette di effettuare acquisti non programmati o superare difficoltà finanziarie temporanee. Le persone che desiderano richiedere un credito dovrebbero tenere a mente le trappole più importanti, se scelgono davvero la soluzione di un credito privato.