Previdenza

Cassa pensioni e terzo pilastro: soluzioni per indipendenti

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Cassa pensioni o pilastro 3a? I lavoratori indipendenti devono procurarsi una previdenza supplementare e possono scegliere. Foto: iStock / Tempura

Possiede un’attività indipendente? In questo caso può strutturare la previdenza per la vecchiaia a suo piacimento. Solo i contributi nel primo pilastro sono obbligatori. 

Tutte queste possibilità offrono l’imbarazzo della scelta. Purtroppo anche il rischio di trascurare la previdenza per la vecchiaia. In ogni caso una previdenza aggiuntiva per la vecchiaia è necessaria dato che le prestazioni dell’AVS da sole non sono sufficienti a vivere dopo il pensionamento.

La successione non sostituisce la previdenza

Alcuni imprenditori pensano che la loro impresa sia la loro previdenza e al momento di andare in pensione, desiderano vendere la loro impresa. Tuttavia, spesso a causa di regolamentazioni in materia di successione le cose non vanno come pianificato. 

Se l’impresa non offre più i prodotti richiesti al cliente finale, il suo valore scende rapidamente. Soprattutto nell’era in cui stiamo vivendo, che procede alla velocità della luce, può succedere in un battibaleno. E soprattutto le piccole ditte con pochi clienti spesso non hanno neanche un vero e proprio valore d’impresa se il fondatore si ritira.

Chi è davvero un lavoratore indipendente?

Non tutti coloro che gestiscono la propria ditta sono indipendenti. La ditta è una società di capitale, come una SA o una S.r.l.? Allora tutti coloro che vi lavorano sono dipendenti, anche chi gestisce la ditta o chi la possiede. 

Per l’Istituto delle assicurazioni sociali (IAS) risulta lavoratore indipendente chi emette fattura ai propri clienti in maniera diretta come impresa individuale, società in nome collettivo o società in accomandita. Solo in questo caso la IAS può considerare il soggetto «lavoratore indipendente».

AVS e AI come basi

Anche per i lavoratori indipendenti la base della previdenza è costituita dal primo pilastro, composto dalle prestazioni dell’assicurazione vecchiaia e superstiti (AVS), dell’assicurazione invalidità (AI) e dell’indennità di perdita di guadagno (IPG). I liberi professionisti pagano i contributi per conto proprio.

Non versano invece niente per l’assicurazione contro la disoccupazione (AD), però non possono nemmeno prendervi parte. In vista della pensione, comunque, agli indipendenti si offrono molte possibilità per una previdenza aggiuntiva, sia nel secondo pilastro che nel terzo.

Secondo pilastro: cassa pensione per indipendenti

La cassa pensione serve per risparmiare in vista dell’anzianità. I contributi possono essere detratti dal reddito imponibile. Se si desidera affiliarsi a una cassa pensioni come indipendente, vi sono un’infinità di modi per farlo.

Ecco quali sono le possibilità che ha di fronte un indipendente che desidera risparmiare versando nel secondo pilastro.

Costruire autonomamente una cassa di previdenza

Se si impiegano collaboratori si fa esattamente la stessa cosa che fanno le società di capitale come le SA o le S.r.l., ovvero si costituisce un istituto previdenziale per i propri dipendenti (nella maggior parte dei casi si tende ad affiliarsi a una fondazione collettiva). Anche il proprietario si può assicurare nella stessa cassa pensioni.

Entrare nella cassa pensione della propria associazione professionale

Gli indipendenti senza collaboratori possono affiliarsi alla cassa pensioni della loro associazione professionale. Ci sono associazioni professionali con cassa pensione per molti gruppi professionali. Ad esempio per i tipici lavori da liberi professionisti come avvocati o medici, ma anche per attori o giornalisti. Se invece l’associazione professionale cui si appartiene non ha una cassa ci sono anche assicurazioni che hanno fondato un’associazione proprio per questo scopo.

Aderire alla Fondazione istituto collettore LPP

La Fondazione istituto collettore LPP è un istituto di previdenza nazionale su incarico della Confederazione. Accetta tutti ed ma è anche caro per le prestazioni che offre.

Merita fare attenzione quando si sceglie la cassa pensioni. La Fondazione istituto collettore è la scelta ideale solo per pochi. E poi non tutte le associazioni professionali hanno buone casse pensione. Prima di affiliarsi a una cassa pensione o prima di costituire autonomamente una cassa di previdenza conviene avvalersi di una consulenza.

Terzo pilastro: offerta estesa per gli indipendenti

Anche i lavoratori autonomi possono versare nel terzo pilastro per la vecchiaia. Si può investire nel pilastro 3a il 20% delle entrate e detrarre dal reddito imponibile un massimo di 34’128 franchi all’anno. Questa soluzione per gli indipendenti viene spesso chiamata anche «grande pilastro 3a». 

La prerogativa per poter scegliere il grande pilastro 3a è di non essere affiliato ad alcuna cassa pensioni. Ciò significa che non si può scegliere di fare entrambe le cose contemporaneamente: versare più dei dipendenti nel terzo pilastro e allo stesso tempo anche affiliarsi a una cassa pensioni. Bisogna decidersi:

Come indipendente in questo caso si possono scegliere gli stessi prodotti bancari o assicurativi che sono a disposizione dei dipendenti e con i relativi vantaggi e svantaggi di entrambe le possibilità. Nel nostro articolo trova maggiori informazioni sull’argomento: Pilastro 3a: banca o assicurazione?

Cassa pensione o terzo pilastro?

Fino a un reddito di 150’000 franchi, si può risparmiare un buon importo sulle tasse con entrambe le soluzioni. Se si guadagna di più, invece, solo una cassa pensione offre tutte le possibilità di una previdenza ad alto livello.

Anche in termini di copertura entrambi i modelli sono validi. Nella cassa pensione sono sempre incluse prestazioni assicurative. Molte offerte delle assicurazioni nel pilastro 3a comprendono anche prestazioni in caso di incapacità al guadagno o per assicurare la famiglia. Se si sceglie una banca per il terzo pilastro ci si può comunque anche assicurare in maniera separata. Questa assicurazione rischio, tuttavia, non è detraibile dalle imposte.

Se si desidera risparmiare per l’anzianità più del 20% del reddito, il pilastro 3a non offre sufficiente risparmio fiscale. In questo caso solo la cassa pensioni è una scelta appropriata. E solo nella cassa pensioni sono possibili versamenti ulteriori anche per gli anni passati. Il livello massimo del terzo pilastro invece è fisso e viene stabilito anno per anno. Ciò significa che non si può versare dopo la fine di quell’anno.

In genere versamenti aggiuntivi e successivi sono consigliati per i lavoratori indipendenti. Spesso gli indipendenti nei primi anni di lavoro guadagnano meno dei colleghi impiegati che dispongono della stessa formazione. E quindi in questo periodo hanno anche meno possibilità di risparmiare. Se però poi l’attività va bene, conviene colmare questa lacuna. In particolare, si tratta proprio di tappare un buco qualora si sia ritirato il capitale previdenziale, appunto, per fondare l’azienda stessa.

Quando si decide di scegliere una soluzione con la cassa pensioni, tuttavia, non ci si deve dimenticare del terzo pilastro. Del piccolo terzo pilastro possono usufruire tutti, anche gli indipendenti con cassa pensione.