Appartamento in affitto

Il tasso di riferimento scende all’1,25%

ATTUALITÀ
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Il tasso di riferimento determina l’importo dei canoni di affitto in tutta la Svizzera. Cosa significa questo per la sua abitazione? Foto: iStock / DaniloAndjus

Novità: il tasso di riferimento ipotecario è all’1,25%. L’importo della riduzione dell’affitto può essere calcolato direttamente su comparis.ch.

Il tasso di riferimento ipotecario per i rapporti di locazione ha subito un ribasso e ammonta ora all’1,25%. Si tratta della prima diminuzione da giugno 2017. Diversi inquilini hanno quindi di nuovo la possibilità di chiedere una riduzione del canone d’affitto di almeno il 3%. 

Il tasso di riferimento serve come base per il calcolo degli affitti: se il tasso scende, dovrebbe diminuire anche il costo dell’affitto. Tuttavia, un tasso di riferimento più basso, non obbliga automaticamente gli affittuari ad adattare gli affitti. Ecco perché sono gli inquilini a dover prendere l’iniziativa. Calcoli ora a quanto ammonta la riduzione del suo affitto. 

Calcolare ora la riduzione dell’affitto

Riduzione dell’affitto: validità a partire dal prossimo termine di disdetta ufficiale

Non ha richiesto una riduzione del canone d’affitto in occasione dell’ultimo ribasso? In tal caso è opportuno agire! Il tasso su cui si basa il calcolo attuale è riportato nel suo contratto di affitto o nell’ultima comunicazione di aumento.

Importante: una riduzione del canone di affitto ha effetto solo a partire dal prossimo termine di disdetta ufficiale, quindi attendere troppo non conviene. Tenga presente che tutti gli inquilini che figurano nel contratto di affitto devono firmare la lettera di riduzione dell’affitto.

Modello di lettera riduzione dell’affitto

Da settembre 2008 il tasso di riferimento ipotecario si ripercuote sull’importo dei canoni di affitto. Nel 2008 il tasso era ancora pari al 3,5% e da allora è costantemente diminuito. I dati attuali vengono pubblicati a scadenza trimestrale dall’Ufficio federale delle abitazioni (UFAB). 

E per quanto riguarda l’affitto del parcheggio?

In linea di massima è possibile richiedere una riduzione dell’affitto di beni secondari come parcheggi o locali hobby a condizione che sia soddisfatto il cosiddetto «rapporto interno» tra abitazione in affitto (=oggetto primario) e oggetto secondario. Ciò è possibile se entrambi gli oggetti in affitto sottostanno allo stesso contratto. Un «rapporto interno» può esserci anche in presenza di due contratti d’affitto separati se a) l’oggetto primario e quello secondario vengono dati in affitto dalla stessa amministrazione e b) se è chiaro che l’oggetto secondario è stato preso in affitto solo perché l’oggetto principale si trova nello stesso immobile.

Cosa fare se il locatore respinge la richiesta?

Il locatore è tenuto a rispondere entro 30 giorni. Può rifiutarsi di ridurre l’affitto, ad esempio in seguito al rincaro o all’aumento dei costi di gestione. Agli inquilini si consiglia di controllare le rispettive obiezioni:

  • Per i costi di gestione e di manutenzione il locatore può addebitare una cifra forfettaria massima dello 0,5% dell’affitto netto. 
  • Rincaro: secondo la legge, dall’ultimo adattamento del canone di affitto, l’affittuario può trasferire sull’importo un rincaro del 40% al massimo.

Attenzione però, perché non tutti gli inquilini traggono vantaggio dal tasso di riferimento basso. I contratti di locazione con affitti indicizzati o ridotti per via statale (spesso tramite le cooperative) non sono correlati al tasso di riferimento. Chi ha un contratto di questo tipo non ha diritto ad alcuna riduzione.