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Budget limitato? Ecco qualche consiglio su come risparmiare

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Foto: Claudio Schwarz / Unsplash

Durante la pandemia di coronavirus molte persone hanno lavorato a orario ridotto. Questo ha costretto diverse economie domestiche a rivedere il proprio bilancio. E anche le vacanze estive hanno contribuito a prosciugare il portafoglio. Ecco qualche consiglio utile su come risparmiare e ottimizzare le finanze.

Consiglio n. 1: rivedere il bilancio domestico

Saper dire su due piedi quali sono le spese più ricorrenti non è molto difficile, dal momento che quelle che pesano di più sul reddito di solito riguardano l’abitazione, la mobilità, i premi di cassa malati, il vitto e le imposte. Nel breve periodo è difficile modificare i costi fissi. Tuttavia, se si conoscono per lo meno le singole voci di spesa, è più facile farsi un’idea dei costi variabili e sapere quanto rimane ad esempio per i vestiti, i propri hobby, l’intrattenimento ecc. È quindi utile creare un bilancio domestico e aggiornarlo regolarmente. Modelli per la creazione e la gestione di un bilancio familiare si trovano ad esempio sul sito dell’organizzazione Budget consigli Svizzera.

Per quanto riguarda le spese più piccole, invece, spesso è più facile risparmiare. 25 franchi al mese per l’abbonamento streaming di qua, 7 franchi per la tassa di gestione del conto di là, 15 franchi per la carta di credito, magari anche la paghetta per i bambini o il pacchetto giornaliero di sigarette: anche quando si tratta di piccoli importi è difficile tenere tutto sotto controllo. Ci sono app che possono essere molto utili in questo senso, perché permettono di registrare e categorizzare le spese giornaliere, settimanali e mensili.  Alla fine del mese è quindi possibile vedere quanto denaro si è speso per cosa. Successivamente vale la pena di analizzare ogni spesa con occhio critico e porsi delle domande: magari è possibile rinunciare all’abbonamento streaming e dedicarsi piuttosto alla pila di libri non letti o allo sport? Oppure optare per un abbonamento gratuito anziché per uno a pagamento? E ancora: quanto si risparmierebbe se si smettesse di fumare? E siamo veramente disposti a continuare a pagare tasse (troppo) elevate per l’utilizzo della carta di credito?

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Consiglio n. 2: ridurre i costi per l’infrastruttura digitale

Soprattutto in questo periodo in cui molte persone lavorano ancora da casa è necessaria una connessione Internet veloce. Anche lo smartphone è un compagno irrinunciabile, ma tutto questo ha il suo prezzo, e spesso è davvero troppo elevato. Ancora più spesso, i contratti stipulati con un provider come Swisscom o Sunrise vanno a finire nel dimenticatoio, senza considerare che negli ultimi anni i costi degli abbonamenti sono scesi notevolmente. In Svizzera, infatti, la concorrenza tra i vari provider per accaparrarsi i clienti è molto agguerrita e questo li spinge a proporre regolarmente sconti che arrivano anche oltre il 50%. Chi vuole approfittare di queste offerte ha due possibilità: disdire l’abbonamento attuale e cambiare provider oppure contattare quello attuale, chiedendo informazioni sull’offerta più conveniente per i nuovi clienti e domandando se non sia possibile beneficiarne anche in quanto cliente fedele di lunga data. Nella maggior parte dei casi la richiesta va in porto e permette di generare velocemente un risparmio sulla bolletta.

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Consiglio n. 3: confrontare i prezzi durante gli acquisti

Gli svizzeri spendono in media circa il 30% del loro reddito per i consumi (mobilità e abitazione escluse). In queste spese rientrano anche i costi per gli abbonamenti del cellulare, i generi alimentari, il cinema e le visite ai musei. è tuttavia possibile risparmiare anche nella categoria dei consumi senza porsi troppe limitazioni: ad esempio, se si vuole acquistare una macchina del caffè, un aspirapolvere o uno smartphone, conviene confrontare le varie offerte e ordinare l’articolo online. Perfino per i prodotti che costano intorno ai 50 franchi, i prezzi tra l’offerente più caro e quello più conveniente possono variare di oltre il 20%. Bisogna però tenere presente eventuali costi nascosti: infatti, per alcuni offerenti le spese di spedizione sono incluse nel prezzo, altri invece le mettono in conto separatamente.

Un altro modo per risparmiare sugli articoli non alimentari è quello di optare per i modelli precedenti invece che per quelli nuovi di zecca. In effetti, le differenze in termini di funzionalità ed efficienza sono minime, mentre quelle dei prezzi sono spesso notevoli. Lo stesso vale per gli sconti sui generi alimentari: conviene tenere sott’occhio le offerte giornaliere e settimanali dei principali rivenditori al dettaglio, e in particolare gli sconti sugli articoli a lunga conservazione come caffè o riso oppure su detersivi o prodotti per l’igiene quotidiana. In Svizzera, le economie domestiche spendono in media 636 franchi al mese per i generi alimentari: il potenziale di risparmio in questo settore è quindi molto grande.

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Consiglio n. 4: risparmiare sugli spostamenti

La mobilità costa cara e in molti casi rappresenta una della spese ricorrenti più onerose, che ammonta all’incirca al 7,5% del budget domestico mensile. Risparmiare in questo settore può quindi fare la differenza. Chi per un determinato periodo riduce o elimina del tutto gli spostamenti, può riflettere su un’eventuale sospensione dell’abbonamento generale oppure valutare se riconsegnare la targa dell’auto. Ma anche per chi si sposta in auto è possibile risparmiare sui costi del carburante, per esempio adottando uno stile di guida più ecologico. Per quanto riguarda gli accessori e l’equipaggiamento, per esempio le ruote nuove possono incidere notevolmente sul budget: chi evita di acquistare ruote complete, optando solo gli pneumatici, può risparmiare non poco. Anche rinunciare all’autolavaggio lavando la propria auto a mano oppure cambiare le ruote da sé aiuta a moderare le spese. Inoltre, spesso anche passare a un’auto più economica può essere una buona idea. E proprio per quanto riguarda l’auto, mettere i costi mensili in relazione all’effettiva utilità potrebbe anche portare alla conclusione che sarebbe più vantaggioso vendere l’auto e noleggiarne una solo quando serve. I servizi di car sharing o di abbonamento auto sono una valida alternativa.

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Consiglio n. 5: verificare le assicurazioni

In Svizzera le prestazioni dell’assicurazione malattia obbligatoria sono uguali per tutte le casse malati. Le differenze nell’ambito dell’assistenza medica sono dovute alle assicurazioni complementari che, nel migliore dei casi, vanno a completare la protezione assicurativa in linea con il profilo di rischio personale. L’80% degli assicurati ha infatti stipulato almeno un’assicurazione complementare. Ma non tutte sono davvero necessarie, il che ovviamente si ripercuote sui costi. Alcune compagnie assicurative integrano nella polizza franchigie molto elevate, altre richiedono premi mensili esosi oppure prevedono non poche restrizioni in termini di prestazioni. È inoltre importante verificare regolarmente soprattutto la propria assicurazione auto: da un lato perché la tendenza dei premi è in forte diminuzione, dall’altro perché la protezione assicurativa varia a seconda dell’età del veicolo. È altrettanto utile dare un’occhiata all’assicurazione mobilia domestica e responsabilità civile privata, visto che di solito è possibile ridurre i premi semplicemente cambiando assicurazione oppure richiedendo una nuova polizza presso lo stesso assicuratore.

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Consiglio n. 6: approfittare delle opzioni previdenziali

Rinunciare per una volta al versamento nel pilastro 3a non è grave: infatti, se il denaro scarseggia a causa della situazione straordinaria, può essere opportuno sospendere i versamenti. Attualmente i lavoratori dipendenti possono versare nel pilastro 3a al massimo 6’826 franchi all’anno, mentre i lavoratori indipendenti 34’128 franchi. Questi importi possono essere dedotti dal reddito nella dichiarazione delle imposte. A Zurigo, ad esempio, per un impiegato single che percepisce un reddito di 70’000 franchi all’anno, è possibile risparmiare 1’140 franchi sulle imposte versando l’importo massimo dei contributi.

Le soluzioni bancarie sono flessibili, mentre le assicurazioni sulla vita vincolanti: i versamenti nel pilastro 3a sono quindi facoltativi. Chi ha scelto una soluzione bancaria per il pilastro 3a può sospendere in ogni momento il versamento e alleviare così eventuali problemi di liquidità. Le assicurazioni, invece, non offrono questa flessibilità, al contrario: i pagamenti annuali previsti dalla polizza assicurativa sono obbligatori.

Richiedere un prestito su polizza invece di sospendere l’assicurazione sulla vita: una possibilità è quella del riscatto. Questo implica tuttavia perdite considerevoli, in particolare nei primi anni dopo la stipulazione del contratto: la commissione del venditore, l’amministrazione e l’assicurazione divorano una parte consistente del premio all’inizio del periodo contrattuale. Nel caso di assicurazioni legate a fondi di investimento, durante gli anni borsistici difficili come quello attuale, la parte di investimento subisce perdite ancora più ingenti. In alternativa, spesso viene offerta un’esenzione dal pagamento dei premi. In questo caso il capitale risparmiato rimane presso l’assicurazione fino alla scadenza ordinaria della polizza. Il cliente non paga più i premi a partire dalla data stabilita e lascia il patrimonio già risparmiato presso la compagnia assicurativa per la durata restante. Allo stesso tempo, la protezione assicurativa viene meno. Ma attenzione, perché in caso di esenzione dal pagamento dei premi viene prima determinato il valore di riscatto con le rispettive perdite. Questo importo verrà poi utilizzato per la nuova polizza per la quale non si dovrà pagare alcun premio. La disdetta della polizza seguita dal trasferimento del capitale su un conto 3a è quindi più conveniente di una sospensione, dato che le soluzioni bancarie permettono di ripristinare una certa flessibilità. Chi non vuole rinunciare alla protezione assicurativa in caso di decesso, incapacità al guadagno o malattia, ma si trova attualmente in ristrettezze economiche, può contattare la propria compagnia assicurativa e chiedere di pagare il premio annuale tramite prestito su polizza.

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Consiglio n. 7: ridurre le spese per l’abitazione

Una fetta importante del reddito, spesso addirittura la più grande, serve a coprire le spese per l’abitazione. Nonostante tutto, però, ridurre il canone di affitto mensile non è impossibile: infatti, l’inquilino può richiedere al locatore una riduzione dell’affitto. A determinare l’importo mensile è lo stato attuale del tasso di riferimento ipotecario. A inizio marzo 2020 il tasso è sceso dall’5 all’1,25%. Questo articolo spiega chi ha diritto a una riduzione dell’affitto e come fare per richiederla.

Un’altra possibilità per ridurre le spese mensili per l’abitazione consiste nell’acquistare una casa o un appartamento di proprietà. Nella maggior parte dei casi, infatti, per via dei tassi di interesse ipotecari molto bassi, le spese mensili per gli interessi del credito sono nettamente inferiori a quelle per l’affitto e questo . Per acquistare un’abitazione è tuttavia necessario disporre di sufficiente capitale proprio e anche trovare un immobile sul mercato che soddisfi le esigenze.

Un’altra soluzione di risparmio può essere quella di subaffittare una camera della propria abitazione. In questo articolo Comparis ha raccolto 11 consigli di cui tenere conto se si decide di subaffittare una camera.

Cosa fare se nonostante tutto il denaro non basta?

Anche se le spese sono state ridotte all’osso, è comunque possibile che le entrate non siano ancora sufficienti. Si può quindi verificare un’impasse economica improvvisa che è possibile colmare in diversi modi, ad esempio chiedendo un prestito ad amici o familiari, valutando la possibilità di un credito al consumo oppure approfittando del crowdlending.

In alcuni casi è anche possibile superare i periodi di ristrettezze economiche richiedendo il pagamento a rate di conti in sospeso oppure lo scoperto di conto corrente, ossia un credito che la banca concede al cliente nel caso in cui si spende una cifra maggiore di quella disponibile sul conto. I costi per l’apertura di una linea di credito per scoperto possono però essere abbastanza elevati, e inoltre diverse banche svizzere non concedono più crediti di questo genere.

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