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Incidente sugli sci all’estero: assicurati a sufficienza?

28.01.2020

Foto: iStock / Milan Markovic

Un incidente sulle piste può trasformare una vacanza da sogno in un vero incubo, soprattutto se l’assicurazione non si assume le spese di cura. Ecco i consigli di Comparis per evitare di trovarsi in una situazione finanziaria spiacevole.

Grazie al continuo basso corso dell’euro le vacanze sulla neve nei paesi limitrofi sono sempre molto gettonate. Durante questa stagione molti amanti degli sport invernali sfrecciano sulle piste al di là delle Alpi svizzere. Tra questi, però, solo una minoranza pensa (o vuole pensare) a un possibile incidente sugli sci. Il rischio sulle piste straniere non è per nulla inferiore rispetto a quello in Svizzera. Ogni anno circa 65’000 persone domiciliate in Svizzera si infortunano praticando sci o snowboard. All’incirca 8’800 di questi infortuni si verifica all’estero e oltre il 90% avvengono per colpa propria. 

Per evitare quindi di dover sostenere costi medici, ospedalieri e di rimpatrio, prima della partenza è assolutamente necessario porsi un paio di domande sulla propria copertura assicurativa.

Incidente all’estero: chi paga?

Variante 1: i dipendenti che lavorano almeno otto ore alla settimana sono assicurati d’obbligo dal datore di lavoro contro gli infortuni, anche per quelli che si verificano durante il tempo libero. Negli Stati dell’UE e dell’AELS l’assicurazione infortuni si assume le stesse prestazioni che sarebbero coperte dalle assicurazioni sociali nel rispettivo paese. Alcuni datori di lavoro assicurano i propri dipendenti anche oltre il minimo stabilito per legge. Per evitare una sotto assicurazione o una sovrassicurazione (tramite le assicurazioni complementari), è importante chiedere al datore di lavoro informazioni in merito alla copertura assicurativa.

Variante 2: chi è impiegato meno di otto ore alla settimana presso lo stesso datore di lavoro o è un libero professionista, può stipulare un’assicurazione infortuni complementare presso la propria cassa malati. Importante: a differenza dell’assicurazione infortuni obbligatoria tramite il datore di lavoro, in questo caso si è tenuti a partecipare ai costi (franchigia: da 300 a 2’500 franchi; quota parte: 10% delle prestazioni al di sopra della franchigia, al massimo però 700 franchi all’anno). Attenzione però: secondo il Tribunale federale, la partecipazione ai costi per le cure mediche all’estero comincia da zero. Questo perché bisogna pagare la partecipazione ai costi dei paesi dell’UE/AELS prevista per legge. 

Alcuni paesi sono più cari degli altri

Un tappeto bianco, soffice e leggero: non si sta più nella pelle davanti alla fantastica neve, detta Champagner powder, delle montagne canadesi? Allora bisogna stare attenti perché, fatta eccezione dei paesi dell’UE/AELS, l’assicurazione infortuni obbligatoria paga al massimo l’importo doppio dei costi di cura che si presenterebbero nell’ospedale pubblico più caro in Svizzera. Di primo acchito può sembrare un importo elevato, ma in paesi con un sistema sanitario molto costoso come ad esempio Canada e Stati Uniti non è sufficiente.

Attenzione alle cure private all’estero

Se si è assicurati contro gli infortuni solo tramite l’assicurazione obbligatoria (e non si vuole stipulare un’ulteriore assicurazione viaggi e vacanze) i costi possono essere molto elevati.  Dato che le cure presso medici privati non sono coperte, si è limitati nella scelta del medico e dell’ospedale per via dei costi elevati. Per evitare altre brutte sorprese, è consigliabile trovare un ospedale pubblico o un medico che fattura alla tariffa di base del luogo. Bisogna però anche tenere conto del fatto che in alcune zone sciistiche non è così semplice trovare questi medici e ospedali. I turisti finiscono spesso, e talvolta senza saperlo, da medici privati o in cliniche private che addebitano tariffe superiori.

In caso dubbio, meglio contattare l’assicurazione

Raramente succede che in caso di infortunio gli hotel indirizzino i propri ospiti direttamente presso cliniche private, senza chiedere il loro consenso. In alcuni comprensori sciistichi austriaci, le cliniche private vanno addirittura a recuperare i feriti sulle piste e li operano anche sarebbe possibile trasportarli in Svizzera. Nella maggior parte dei casi, prima di un intervento medico i pazienti devono confermare per iscritto che si assumono i costi in prima persona. Quando si verifica un incidente, però, la situazione è spesso critica e in genere si deve agire molto velocemente. In caso dubbio, la cosa migliore da fare è chiamare la hotline dell’assicurazione. Chi non fa attenzione, nel peggiore dei casi può ritrovarsi a sostenere spese di diverse decine di migliaia di franchi.

Chi si assume i costi di rimpatrio?

In caso di incidente particolarmente grave può essere considerato il rimpatrio in Svizzera, ammesso che il paziente sia in grado di sopportare il viaggio. I costi per un rimpatrio tramite elicottero di salvataggio o jet di linea sono molto elevati. In ogni caso, l’assicurazione infortuni obbligatoria, ai sensi della legge sull’assicurazione malattie (LAMal), si assume la metà dei costi di salvataggio fino a un importo annuo massimo di 5’000 franchi per il trasporto, ma solo in territorio svizzero. L’ordinanza sull’assicurazione contro gli infortuni (OAINF) si assume i costi delle spese di salvataggio e di recupero, nonché le spese di viaggio e di trasporto necessarie dal punto di vista medico, fino a un quinto dell’attuale importo massimo assicurabile, ossia a 29’640 franchi. In caso di salvataggio, la persona assicurata è esentata dai costi qualora si trovasse in una situazione di estrema urgenza, tanto da metterne in pericolo vita e salute. Senza tali presupposti, si parla di trasporto necessario dal profilo medico.

Anche i sostenitori della Rega non sono per forza esentati dalle spese di salvataggio. Secondo Felix Schneuwly, esperto di casse malati presso Comparis, gli affiliati alla Rega non avrebbero infatti automaticamente diritto a voli di salvataggio. Non ci sono diritti veri e propri perché la Rega non è un’assicurazione e non è quindi obbligata a fornire una prestazione di aiuto. I membri possono essere esonerati dai costi di rimpatrio, qualora non siano coperti, oppure solo in parte, dalle assicurazioni.

Ulteriori informazioni sull’assunzione dei costi da parte dell’ambulanza e dell’elicottero di salvataggio sono disponibili anche qui.

Riepilogo

Le conseguenze finanziare di un’incidente sciistico all’estero possono raggiungere ben presto diverse migliaia se non centinaia di migliaia di franchi. Prima della partenza conviene quindi verificare la propria protezione assicurativa, visto che, a seconda dei casi, può essere opportuno stipulare un’assicurazione complementare. Quest’ultima deve includere anche la copertura illimitata dei costi sanitari e di rimpatrio in Svizzera in caso di incidente grave o malattia seria. Di solito, un’assicurazione viaggi o complementare comprende anche l’assicurazione bagagli e copre le spese in caso di annullamento. Certo, è meglio non averne bisogno ma, se succede qualcosa, si è ben contenti di averla!

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